21 gennaio 2010

A differenza delle altre lingue europee la stampa italiana scrive acronimi utilizzando il maiuscolo solo per la prima lettera, per es. “Ue” invece di “UE”. Qual è corretto?

In realtà non è così. L’acronimo, cioè il vocabolo che risulta dalla giustapposizione e dalla pronuncia di lettere o sillabe iniziali che vengono adoperate in funzione di sigla (CGIL = Confederazione Generale Italiana del Lavoro), o dal raggruppamento di varie consonanti e vocali per favorire una pronuncia più agevole (INVALSI = Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), può presentarsi con lettere tutte maiuscole (seguite o non seguite dal punto fermo: CGIL o C.G.I.L.), oppure con la sola iniziale maiuscola (Cgil). Spesso gli acronimi sono formati da spezzoni di parole che conservano un buon grado di trasparenza (Palacongressi = Palazzo dei congressi; Federconsorzi = Federazione italiana dei consorzi agrari): in questo caso, però, soltanto se fungono da sigle possono presentare l’iniziale maiuscola (Confcommercio); se no, si scrivono in lettere minuscole (cantautore).


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