15 aprile 2019

C'è bisogno della virgola tra la proposizione principale e la subordinata relativa? Grazie per la collaborazione. “L'amore che hai dedicato al lavoro e alla famiglia sarà per noi grande esempio di vita”.

Uno degli elementi distintivi tra i due tipi fondamentali di proposizione relativa è proprio la virgola. Leggiamo nella Grammatica italiana della Treccani, s. v. relative, proposizioni: «in base al loro significato, le proposizioni relative si distinguono in:

– relative restrittive, che forniscono un’indicazione indispensabile per precisare il significato dell’antecedente: Mi porteresti la borsa che ho dimenticato nel baule?; Devo restituire a Mattia la cravatta che mi ha prestato

– relative esplicative, che forniscono un’indicazione aggiuntiva, non essenziale per il significato dell’antecedente Mio cognato, che da poco è tornato single, si chiama Giulio».

 

Quindi “L'amore che hai dedicato al lavoro e alla famiglia sarà per noi un grande esempio di vita” (preferiamo l’inserimento dell’articolo indeterminativo, davanti a grande esempio) riferisce l’informazione indispensabile che “restringe” il tipo di amore di cui vogliamo parlare all’“amore dedicato al lavoro e alla famiglia” e solo a quello – e non all’amore in generale. La virgola assolutamente non va messa, la relativa è restrittiva.

 

Se scriviamo, viceversa, “L’amore, che hai dedicato al lavoro e alla famiglia, sarà per noi un grande esempio di vita”, stiamo aggiungendo all’antecedente l’amore una notazione sul fatto che tutto l’amore di cui è stato capace il “tu” a cui ci si rivolge è stato unicamente dedicato al lavoro e alla famiglia (e a null’altro). Le virgole, quindi, contengono una spiegazione aggiuntiva. La relativa è esplicativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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