13 maggio 2019

Vi scrivo per un dubbio sulla legittimità grammaticale dei costrutti formati da grazie di + infinito. Relativamente al mio quesito, ho già letto una domanda simile, la cui risposta che si concentrava però sull'uso burocratico dell'espressione e sul suo uso con riferimento al futuro. Per quanto riguarda invece i costrutti simili a "grazie di capirmi", riferiti dunque a un tempo presente (grazie perché mi capisci), come ci si deve comportare?

Ci si deve comportare evitandone l’uso. Perché? E perché mai questo tipo di uso scorretto si diffonde? Perché la costruzione grazie di (per) più infinito presente è ricalcata su formule tipiche dell'inglese come thanks you for not smoking, ma male interpretate nel valore temporale, in quanto in quella lingua si riferiscono non al presente o al futuro, ma, come del resto accade in italiano, a un evento considerato compiuto, vale a dire 'grazie per il fatto che non avete fumato'.

 

Per esprimere un ringraziamento riferito al presente o al futuro, consigliamo di ricorrere a perifrasi nemmeno troppo elaborate: grazie perché mi capisci; grazie del fatto che mi capisci; mi capisci (o mi capirai) e ti ringrazio (o te ne ringrazio). Di quanta bella varietà (con sfumature) è capace la nostra lingua, senza scomodare, ricalcate da altre lingue e perdipiù male interpretate, formulette che si cristallizzano in meccaniche stereotipie!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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