05 agosto 2019

Futurissimo: superlativo assoluto, maschile singolare di futuro; agg. Futuro progressivo; Che avverrà in un futuro remoto; Di un evento che, rispetto ad uno futuro, è ancora più recondito.

Nel "giornale d'arte applicata" «L'artista moderno» (1918) un saggista scriveva a proposito di un progetto di rifacimento della veste architettonica della città eterna: «Cosicché la Roma futurissima dovrà essere tutta nuova ma apparire tutta vecchia. Io, al contrario, penso così: rispettare, fino all'impossibile, il vecchio autentico, ed il nuovo farlo veramente nuovo». Dunque il superlativo assoluto dell'aggettivo futuro esiste?

 

Esiste nelle possibilità morfologiche, ovviamente, anche se, per definizione, futuro appartiene alla categoria degli aggettivi che non possono essere graduati (come rettangolare o geniale). Succede però che, in usi scientemente espressivi, con volontà serenamente o provocatoriamente ludica, per calcare con forza sull'idea della dismisura, anche gli aggettivi non graduabili possono essere trattati come normali aggettivi graduabili. Sia chiaro, però, che si tratta di usi limitati ed eccezionali, propri di testi in cui sia resa ben chiara da chi scrive o parla la dimensione ludica e/o iperbolica.

 

Futuro progressivo, invece, non convince molto: il già esistente futuro remoto sembra proprio bastare e avanzare, contenendo, grazie all'aggettivo remoto, anche un senso di vaghezza e di mistero.

 

 

 

 

 

 

 

 


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