09 gennaio 2020

Ho sempre pensato che la preposizione "di" fosse l'unica che la parola "contestazione" nell'accezione di 'protesta contro qualcuno/qualcosa' tollerasse (esempio: "contestazione del dirigente"). Osservo, però, che si registra anche l'uso di "a", soprattutto quando tale contestazione è veemente (esempio: "contestazione al sindaco" = "protesta contro il sindaco"; ho trovato anche "contestazione ai criteri"). Devo ammettere che non mi suona male, ma vorrei sapere se possa anche considerarsi accettabile.

Preso atto che sulla reggenza con “a” potrebbe pesare anche l’interferenza del verbo contestare (contestare qualcosa a qualcuno), va detto che, in àmbito settoriale giuridico ma anche fuori di esso, la reggenza con “a” è diffusa là dove contestazione abbia preso l’accezione estensiva (ma ben nota) di ‘opposizione, contrasto’, come documentato anche da chi ci ha gentilmente rivolto la domanda.

 

Naturalmente resta valida anche la reggenza oggettiva con “di”, propria dell’accezione tecnica, giuridica, di contestazione come ‘il contestare, il comunicare a qualcuno il reato di cui è accusato’.

 

 


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