09 gennaio 2020

Vi scrivo per un dubbio che sta diventando quasi un'ossessione, siamo in 4 in ufficio e ne stiamo discutendo da una mezz'ora. Vado dritto al punto: "Sono qui a chiederle se secondo Lei la Dott.ssa .... ci potesse onorare della Sua presenza, nei modi e nelle forme che riterrete più opportune”; "Sono qui a chiederle se secondo Lei la Dott.ssa .... ci potrebbe onorare della Sua presenza, nei modi e nelle forme che riterrete più opportune”; "Sono qui a chiederle se secondo Lei la Dott.ssa .... ci possa onorare della Sua presenza, nei modi e nelle forme che riterrete più opportune". È una domanda indiretta posta ad una persona che dovrebbe aiutarci a portare questa Dottoressa ad un congresso. Alla fine abbiamo optato per un "potesse", ma ormai il dubbio rimane e voi siete gli unici in grado di aiutarci.

Eliminando il tono formale e le formule relative, la frase può essere ridotta a: “Le chiedo se la dottoressa…”. Ora, quel “se” introduce una proposizione interrogativa indiretta, che può contenere verbi all’indicativo, al congiuntivo (più formale), al condizionale (segnala un’eventualità o è espressione di una formula di cortesia). Naturalmente vanno considerati i piani temporali (siamo nel presente, “chiedo”). Pertanto le possibilità sono le seguenti: a) se la dottoressa può (semplice, tono medio); b) se la dottoressa potrà (come a), ma con proiezione verso il futuro; c) se la dottoressa possa (come a), più formale ma sostanzialmente equivalente; d) se la dottoressa potrebbe (il condizionale è una forma di cortesia: pensiamo alle interrogative dirette del tipo “potrebbe chiudere la finestra?”, più cortese di “può chiudere la finestra?).

 

 

 


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