DOMANDA

È possibile dire: “mia mamma” ed anche “mia madre” senza incorrere in errore?

RISPOSTA

Mettiamola così: se si dice o si scrive mia madre, mio padre si è perfettamente dentro la norma tradizionale. Probabilmente, proprio a causa dell’influsso dei due tipi mia madre e mio padre, che hanno fatto da modello, sempre più spesso sentiamo dire e ci capita di leggere mia mamma e mio papà. Anche se, in questi casi, la norma e la tradizione prevedono che la coppia aggettivo possessivo + mamma (o papà) sia preceduta dall’articolo determinativo.
 
La stessa consuetudine dovrebbe valere in presenza di babbo (che, come si sa, è sempre  più confinato nel solo uso toscano) e delle varianti affettive di figlio e figlia, vale a dire figliolo e figliola (due forme – detto di sfuggita – che, nell’allocuzione, il doppiaggio dei film americani predilige, per es.: «Senti, figliolo, ora te ne torni a casa», cfr. Clint Eastwood in Gran Torino). Dovremmo avere perciò: il mio babbo, il suo papà, la tua mamma, il mio figliolo, la tua figliola e simili.
 
Va però spezzata una lancia a favore dell’uso concreto della lingua, specialmente per quanto riguarda il parlato. Infatti, sempre di più, nell’italiano colloquiale e famigliare e nell’Italia fuor di Toscana sono ben rappresentati i tipi mia mamma e mio papà. Insomma, non è il caso di brandire la matita blu, né quella rossa; vale la pena, piuttosto, di essere consapevoli di una realtà “mista”, rappresentativa di una fase in cui la norma tradizionale, probabilmente, si sta modificando.

UN LIBRO

La più bella del mondo. Perché amare la lingua italiana

Stefano Jossa

Si tratta di un testo divulgativo privo di ambizioni pedagogiche, avente l’unico, nobilissimo scopo di suscitare negli italofoni la medesima passione per la parola che infiamma l’autore

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