27 maggio 2010

È possibile dire: “mia mamma” ed anche “mia madre” senza incorrere in errore?

Mettiamola così: se si dice o si scrive mia madre, mio padre si è perfettamente dentro la norma tradizionale. Probabilmente, proprio a causa dell’influsso dei due tipi mia madre e mio padre, che hanno fatto da modello, sempre più spesso sentiamo dire e ci capita di leggere mia mamma e mio papà. Anche se, in questi casi, la norma e la tradizione prevedono che la coppia aggettivo possessivo + mamma (o papà) sia preceduta dall’articolo determinativo.
 
La stessa consuetudine dovrebbe valere in presenza di babbo (che, come si sa, è sempre  più confinato nel solo uso toscano) e delle varianti affettive di figlio e figlia, vale a dire figliolo e figliola (due forme – detto di sfuggita – che, nell’allocuzione, il doppiaggio dei film americani predilige, per es.: «Senti, figliolo, ora te ne torni a casa», cfr. Clint Eastwood in Gran Torino). Dovremmo avere perciò: il mio babbo, il suo papà, la tua mamma, il mio figliolo, la tua figliola e simili.
 
Va però spezzata una lancia a favore dell’uso concreto della lingua, specialmente per quanto riguarda il parlato. Infatti, sempre di più, nell’italiano colloquiale e famigliare e nell’Italia fuor di Toscana sono ben rappresentati i tipi mia mamma e mio papà. Insomma, non è il caso di brandire la matita blu, né quella rossa; vale la pena, piuttosto, di essere consapevoli di una realtà “mista”, rappresentativa di una fase in cui la norma tradizionale, probabilmente, si sta modificando.

© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0