01 dicembre 2010

Per una diatriba con un mio amico, gradirei sapere se le forme seguenti (seppure in disuso) possono essere, comunque, grammaticalmente corrette: “all’arme” invece di “allarme”, inteso come dispositivo; “qual’ora” invece di “qualora”.

Il sostantivo Allarme ‘dispositivo elettronico’ deriva per estensione il suo significato da quello preesistente di ‘segnale sonoro di pericolo’, a sua volta derivante dal significato, proprio dell’ambito d’uso militaresco, di ‘ordine o segnale dato alle truppe di impugnare le armi per fronteggiare un pericolo ritenuto imminente’, da cui anche l’uso interiettivo del sostantivo (allarme!). Il sostantivo allarme risulta dall’univerbazione (grafia unita) dell’antica locuzione all’arme, che riproduceva l’esortazione, l’invito (magari gridato) ad accorrere armati contro un pericolo. Nella locuzione, arme è il plurale antiquato di arma.
 
La prima attestazione scritta di all’arme è nel cronachista fiorentino Giovanni Villani (circa 1280-1348 ). All’arme sostantivato, nel significato che ha attualmente il sostantivo allarme, si trova in un testo del trattatista secentesco Raimondo Montecuccoli: dunque, per venire alla domanda, si tratta di un uso antico e piuttosto isolato, che non trova riscontri nella lingua contemporanea. Allarme è, perciò, la forma da usare correttamente oggi. A meno che non si intenda scrivere un romanzo ambientato nel Seicento, cercando di mimare la lingua che si adoperava allora…
 
L’unica grafia ammessa per la congiunzione ipotetica qualora (da quale + ora) è quella unita. In ogni caso, è utile sapere che le forme corrette del vocabolo quale sono, sia al maschile, sia al femminile (singolare), quale e qual: dopo qual non ci vuole mai l’apostrofo se la parola successiva comincia per vocale.
 

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