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Volevo sapere se c’è una regola per scrivere i numeri in lettere. Generalmente si scrivono in un’unica parola composta. Come comportarsi in caso di doppia vocale come nel caso di “ottocentootto”, “trentunomila”... E “mille e undici” o “milleundici”?

Nei composti con cento (e multipli di cento: duecento, trecento, ottocento, ecc.), laddove cento sia seguito da numerale che comincia con vocale, è preferibile la forma non elisa (ottocentootto, ottocentouno sono meglio di ottocentotto, ottocentuno). La forma elisa è più frequente con ottanta (centottanta è più usato di centoottanta, che, comunque, non è forma sbagliata).

Quando uno entra in composizione, possiamo avere sia la forma piena, sia la forma apocopata: dunque trentunomila, ma anche trentunmila.
 
Nel caso dei numerali composti con mille, è possibile adottare sia la grafia unita, semplicemente giustapponendo i numerali (milleundici, non *millundici), sia la grafia separata (mille e undici).

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Michele Colombo, docente di Storia della lingua italiana all'Università Cattolica di Milano, si è già occupato in più d'una occasione di Chiesa e lingua italiana. Proprio il tema della predicazione religiosa – cattolica – assume un rilievo fondamentale nel breve, nitido, godibile volumetto di 90 pagine che qui si presenta.

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