Icona_Motore-di-ricercaMotori di Ricerca Banche dati
  Biblioteche Meteo
 

Il verbo “dare” nella terza persona singolare si può o si deve scrivere accentato: “dà”?

La terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo dare è , con l’accento obbligatorio. Questa forma verbale fa parte di una doppia serie di monosillabi (parole formate da una sola sillaba) che si scriverebbero nello stesso modo (sarebbero cioè omografi), avendo però significati del tutto differenti. Proprio per evitare possibili confusioni, interviene l’accentazione su un membro della coppia:

che  (nei suoi molteplici usi: che vuoi?; dico che è meglio così; il libro che ho letto…) / ché ‘perché’; e (congiunzione coordinativa) / è (verbo); la (articolo) / (avverbio); ne (pronome, dammene due; avverbio, me ne vado) / (congiunzione); se (pronome atono, se ne pentiranno; congiunzione, se accetta, siamo a cavallo)/ (pronome tonico: di sé non parla mai); si (pronome: come si fa?) / (avverbio, dimmi di sì); te (pronome, parlo proprio con te) / (bevanda).
 
Infine, da (preposizione, un secondo e sono da te) / (voce del verbo dare).

 

SCELTI NEL WEB

Lingua Italiana

La cultura in rete secondo Treccani

UN LIBRO

L'ospedale della lingua italiana. Dove le parole usurpate dalle omologhe americane trovano cura e conforto

Roberto Nobile

Modellato in forma di irrituale dizionarietto enciclopedico, ecco L'ospedale della lingua italiana, nel quale Roberto Nobile, attore e scrittore siciliano, mostra come alla libertà della parola pensante, critica e creativa, si possa giovare in vari modi e dimensioni

TAG