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“Sarei dovuto partire” è una forma corretta? In televisione spesso sento dire “avrei dovuto partire”, “avrebbe dovuto uscire”, ecc. (per me sbagliate). Credo che la regola sia il fatto che “dovere”, “volere”, “potere”, verbi servili, devono essere seguiti o meno da verbo transitivo, corretto? Quindi “saremmo dovuti partire”, “saremmo dovuti uscire” (servile + verbi intransitivi), “avremmo dovuto giocare”, “avrei dovuto comprare” (servile + verbo intransitivo) sono le forme corrette? La regola è quella da me succitata?

Questa dell’uso di essere e avere con i verbi servili è una faccenda meno complicata di quello che potrebbe sembrare, ma che offre alcune varianti di comportamento utili per parlanti e scriventi.
 
In effetti, la regola più semplice e facilmente memorizzabile, sempre valida e assai comoda, è proprio quella di usare il verbo ausiliare del verbo retto dal servile. Giocare = ho giocato, avevo giocato, abbia giocato, ecc. L’ausiliare di giocare è avere, per cui (come nell’esempio proposto) avremmo dovuto giocare, avremmo voluto giocare, avremmo potuto giocare. Viceversa, uscire vuole l’ausiliare essere, per cui saremmo dovuti uscire, ecc.
 
In questo senso, è meglio rifarsi alla pratica, più che alla distinzione transitivo / intransitivo: infatti, per fare un esempio, il verbo camminare (nei suoi molteplici e prevalenti usi intransitivi) ha l’ausiliare avere (abbiamo camminato), per cui avremmo dovuto (potuto, voluto) camminare. Ma, attenzione! In realtà con molti verbi intransitivi è possibile usare sia avere, sia essere: per esempio, saremmo dovuti partire e avremmo dovuto partire sono entrambi legittimi (ma ciò non vale, per esempio, per camminare: *saremmo dovuti camminare è inammissibile).
 
Eccezione: se il servile è seguito dal verbo essere, l’ausiliare è avere: avrei dovuto essere lì alle cinque; in questo modo ha potuto essere più efficace; avremmo voluto essere con voi. Idem se siamo in presenza di un verbo servile seguito da un infinito passivo: tutti hanno sempre voluto essere amati.
 
Infine, un caso particolare: quando siamo in presenza di un verbo all’infinito insieme con pronomi atoni (mi, ti, si, ci, vi: alzarsi, sedersi, accomodarsi, accorgersi…). Se il pronome atono è messo in coda all’infinito, col verbo servile bisogna usare avere: non ha potuto sedersi, non ha voluto alzarsi; se il pronome atono è messo prima dell’infinito, col verbo servile bisogna usare essere: non si è potuto sedere, non si è voluto alzare.

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