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Parole come “gita” o “viaggio” sono nomi concreti o astratti?

Distinguere nomi concreti da nomi astratti sembra, a prima vista, un cosa semplice, ma le apparenze ingannano. Per carità, donna, uomo, cane, gatto, coltello, sedia, macchina non sembrano lasciare scappatoie alla piena identificazione come nomi concreti, riferiti, cioè, a entità che possono essere percepite direttamente tramite i sensi. Amore, indifferenza, libertà, aggressività, d’altro canto, sembrano essere inconfutabilmente nomi astratti, nomi, cioè, che designano entità mentali, raffigurabili soltanto come immagini interiori.
 
Un passo più in là, però, e già la situazione si delinea con meno precisione e i margini di dubbio si allargano: un arrivo, un turbamento, una scivolata, un urto come vanno classificati? Non sempre è possibile operare distinzioni rigide. Il caso di gita e viaggio sembra propizio a seminare l’incertezza, più che a fornire una soluzione. Tali (e molte altre) situazioni “grigie” gli amanti e i curiosi dei fatti linguistici dovranno accettare di non potere incasellare in rigidi schemi classificatori.
 
Senza dimenticare il caso particolare di nomi astratti adoperati in senso concreto (le celebrità del mondo del cinema, il futuro dell’umanità sul pianeta).

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UN LIBRO

La grande bellezza dell'italiano. Dante, Petrarca, Boccaccio

Giuseppe Patota

L'autore conduce per mano lettrici e lettori in una passeggiata attraverso la lingua e le opere dei tre grandi scrittori. Sarà difficile passare in mezzo al territorio dantesco, svettante di capolavori, e non uscirne stupiti, ancora una volta, della sua impressionante modernità.

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