Icona_Motore-di-ricercaMotori di Ricerca Banche dati
  Biblioteche Meteo
 

Ho sempre pronunciato piana, “alla greca”, con l'accento tonico sulla “o”, la parola “litote”, secondo l'indicazione che fornisce anche la vostra prestigiosa istituzione; tuttavia ho trovato in un dizionario di retorica, che devo correggere in qualità di redattrice, l'indicazione “lìtote”: sdrucciola, “alla latina”. Tale pronuncia è basata sul fatto che la “o” in latino risulta breve e pertanto l’accento ricade sulla terzultima. Tuttavia gradirei un vostro parere a riguardo.

La questione della pronuncia di parole dotte, pervenuteci cioè per tradizione libresca attraverso prelievi diretti dalla fonte linguistica classica, greca e latina, è questione annosa e di non facile componimento. Possiamo dire che spesso, molto spesso, le grammatiche e i dizionari dell’uso contemporanei mostrano, saggiamente, un atteggiamento aperto, ammettendo sia la pronuncia “alla greca”, sia la pronuncia alla “latina”.
 
Ne sanno qualcosa i medici, il cui linguaggio tecnico è particolarmente ricco di “doppioni” di questo tipo: aterosclèrosi e ateroscleròsi, nècrosi e necròsi, flògosi e flogòsi, fìmosi e fimòsi: non si sbaglia mai, scegliendo l’una o l’altra forma. Anche la retorica vuole la sua parte. Litòte (alla greca) e lìtote (alla latina) sono entrambe ammissibili, anche se l’uso sembra propendere a favore della soluzione grecizzante.
 
È, però, un terno al lotto, per dirla papale papale: non c’è una regola che decreti la liceità assoluta dell’accento alla greca o di quello alla latina; si va caso per caso e spesso la coppia… non scoppia, perché l’alternativa si risolve in compresenza. Sempre nel dominio delle figure retoriche, c’è chi pronuncia ossimòro, alla greca, e non sbaglia, anche se l’uso più diffuso è con l’accento alla latina, ossìmoro, e tanto meno s’incorre in errore scegliendo quest’ultima forma.

SCELTI NEL WEB

Lingua Italiana

La cultura in rete secondo Treccani

UN LIBRO

Dimmi come ti chiami e ti dirò perché. Storie di nomi e di cognomi

Enzo Caffarelli

Il libro di Caffarelli è un caleidoscopico saggio d'assaggio di tutti gli umori sprigionati dalla mirabolante concentrazione di lingua, umanità e storia che si realizza in quei segni particolari che sono i nomi e i cognomi d'Italia

TAG