19 giugno 2014

A scuola (a squola!) mi hanno insegnato che le due forme “soprattutto” e “sopratutto” sono entrambe (ambodue) esatte ma era il medioevo.

Ebbene, forse medioevo è un po' troppo, ma il concetto è giusto. Tutti gli elementi lessicali che derivano dall'incontro costante di elementi che, presi in sé e per sé, sono autonomi, nel corso dei decenni e dei secoli, di solito, seguono la stessa trafila: composto “debole” (grafia analitica), cioè sopra tutto > forma unica derivante dall'univerbazione, vale a dire sopratutto. Nel caso di sopratutto, però, il raddoppiamento fonosintattico (la pronuncia rafforzata della consonante seguente a sopra che si realizza parlando) chiede di essere riverberata nella grafia unita (per es. sopravvalutare): da qui soprattutto. Ciò non toglie che, in passato, è stata documentata nello scritto anche la variante sopratutto, oggi però da considerare non corretta.


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0