09 ottobre 2014

Come si scrive ho fatto “un apericena”, con l'apostrofo o no?

Apericena 'aperitivo, servito insieme con una ricca serie di stuzzichini e accompagnato da assaggi di piatti differenti, salati e dolci, che può essere consumato al posto della cena' è un neologismo. La prima attestazione nell'italiano scritto di questa parola macedonia, formata da aperi(tivo) + cena (secondo lo stesso procedimento di cant(ante)autore e simili), secondo lo Zingarelli 2014, risale al 2002.

Vediamo che cosa dicono i principali dizionari dell'uso: per Zingarelli apericena  è maschile o femminile (ovvero: nell'uso si presenta a volte come maschile, altre come femminile): un apericena o un'apericena starebbero sullo stesso piano. Il Treccani.it dice che è femminile o maschile: sostanzialmente, come sopra. Il GRADIT di Tullio De Mauro si sbilancia, considerando apericena maschile. Il perché delle oscillazioni è chiaro: apericena è una parola nuova e tra chi l'adopera c'è chi vi sente prevalente il concetto (e dunque il nome) di aperitivo e dunque considera l'apericena un aperitivo (maschile) che fa da cena; altri, invece, sentono più forte la componente concettuale e lessicale cena, che delle due, tra l'altro, esibisce intatta la marca del proprio genere grammaticale (-a finale), e, pertanto, giudicano apericena 'cena contenuta in un aperitivo' femminile.
 
Secondo gli ascoltatori della popolare trasmissione radiofonica di Radio 3 dedicata alla lingua italiana La lingua batte e gli utenti della pagina facebook della stessa, apericena è la terza parola “più brutta” caratterizzante l'anno solare 2013. A prescindere da questi giudizi di gusto, il conduttore della trasmissione, il linguista Giuseppe Antonelli, a proposito del genere di apericena osserva che ancora non sembra essersi stabilizzato, così come, peraltro, oscillano le realizzazioni del plurale: invariato (gli/le apericena) o flesso (le apericene). Aggiunge un'attestazione letteraria nello scrittore torinese Giuseppe Culicchia, che, nel romanzo Venere in metrò (2012), usa più volte apericena, sempre al maschile. Da notare che il neologismo, stando alle prime attestazioni, sembra avere come epicentro di diffusione l'italiano parlato e scritto a Torino.

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