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Perché di una persona che giudichiamo cattiva diciamo che non è uno stinco di santo? Capisco il riferimento alla non santità, ma che c'entra lo stinco?

Davide Bellegari

L'espressione non essere uno stinco di santo, dall'indubbio valore derogatorio e dall'accentuata sfumatura ironica, si usa in effetti per bollare una persona che si comporta e agisce in modo non virtuoso, disonesto, insomma, una persona dalla moralità decisamente eccepibile. "Vi narrerò il casetto d'un amico, / che non è punto uno stinco di santo", satireggiava il nostro Giuseppe Giusti (1809-1850): sembra che sia proprio ottocentesca l'acclimazione nella lingua scritta dell'espressione di cui ci occupiamo. Stinco di santo come metafora di uomo virtuoso deve la sua origine alla vistosa presenza di tibie tra i diversi frammenti d'ossa appartenuti a corpi di personaggi santificati o beatificati e preservati dentro i reliquiari nelle chiese cattoliche.

UN LIBRO

Breve guida alla sintassi italiana

Francesco Bianco

Ha tutti i pregi della manualistica che potremmo definire sintetica o essenziale, a metà strada tra la l’alta divulgazione e l’insegnamento universitario di base, rigorosamente mai superiore alle 200 pagine, sempre più apprezzata in particolare dai giovani lettori, non necessariamente studenti, abituati alla rapidità delle letture a scorrimento video e delle ricerche a tempo di click.