25 gennaio 2010

Da dove arriva l'espressione "passare la notte in bianco"?

Eddi Volpato

L'espressione, che significa 'trascorrere la notte senza dormire' (vedi Vocabolario della lingua italiana Treccani, alla voce notte), secondo quanto segnala Giuseppe Pittàno (Frase fatta, capo ha, Zanichelli), che a sua volta riprende il Quitard (Dictionnaire étimologique, historique et anecdotique des proverbes), risalirebbe al medioevo. All'epoca della cavalleria, infatti, l'aspirante cavaliere, per presentarsi purificato alla solenne cerimonia di investitura, che prevedeva il giuramento nelle mani del signore, la vestizione e la consegna della spada, veniva condotto in una cappella per trascorrervi la notte in preghiera. L'aspirante cavaliere veniva vestito di bianco, a simboleggiare la purezza da attingere, «come i neofiti prima del battesimo» (Pittàno). Il DELI (dizionario etimologico di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, edito da Zanichelli), s. v. notte, registra come prima attestazione scritta in italiano della locuzione notte in bianco il Dizionario enciclopedico italiano della Treccani, datandola 1955; ma già prima del 1952, anno di pubblicazione del romanzo Il visconte dimezzato, Italo Calvino scriveva: «Adesso non voleva pensare, aveva passato la notte in bianco, aveva sonno». Sempre il DELI riporta al 1905 la prima attestazione scritta di notte bianca, espressione sinonima di notte in bianco.


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