25 gennaio 2010

Chiedo chiarimenti sui termini "loggare" e "bannato".

Rosalisa Iannaccone

Loggare è un adattamento a fonologia e morfologia italiane del verbo inglese (to) log, nel significato tecnico dell'informatica e della comunicazione elettronica di 'accedere a un sistema protetto previo riconoscimento dell’identità dell’utente da parte del sistema stesso'. Succede quanto descritto nella definizione suddetta, per esempio, cliccando su un pulsante con la dicitura "entra", "entry" o "accedi", dopo aver inserito in apposite vaschette vuote, su richiesta del provider, opportuni user e password. Il sostantivo log rimanda al lessico della marineria, designando in origine il diario di bordo di una nave. Come spesso capita quando si è alle prese con il mondo della rete, ci si imbatte in metafore legate al campo semantico della navigazione, con annessi e connessi. Il log-file è un file che registra le operazioni compiute dall'utente durante la sessione di lavoro - uno speciale diario di bordo, dunque.

Bannato è un adattamento dell'inglese banned, participio passato del verbo to ban. Nel lessico giuridico, to ban significa 'proibire, vietare' (to ban pesticides 'vietare (l'uso di) insetticidi', to ban a book 'proibire la pubblicazione di un libro'), mentre il sostantivo ban, conformemente al significato del verbo, in accezione tecnica vale 'divieto per legge', come nel caso del famoso Nuclear Test-Ban Treaty, il trattato internazionale stipulato nel dopoguerra che vietava gli esperimenti compiuti con armi nucleari, eccettuati quelli effettuati sotto il livello della crosta terrestre. Il verbo inglese, procedendo da questo ambito tecnico giuridico, in tempi di rete elettronica si è allargato a significare 'espellere il partecipante a un forum perché ha violato ripetutamente le regole dell'etichetta nell'interazione comunicativa in rete (netiquette)'. L'espulsione (ban) è eseguita dal moderatore del forum. Il comando che realizza l'espulsione è definito anch'esso ban. Il membro espulso è definito banned, da noi bannato. Il verbo può essere riferito anche a entità, oltre che a persone: banned, cioè ‘vietato e dunque sottratto all'accesso e alla frequentazione degli utenti’, può essere anche un forum giudicato sconveniente - per gli argomenti trattati o per il comportamento degli iscritti - dagli amministratori di un portale o di un motore di ricerca (Google, per esempio, ha già bannato dei forum).

To ban, banned, ban: potremmo usare in italiano, senza problemi e senza ricorrere ad adattamenti formali, i nostri bandire, bandito, bando, che esprimerebbero, con le nuove specializzazioni semantiche, gli stessi concetti designati dai corrispettivi termini anglosassoni. Perché non accade? Perché il prestigio dell'inglese nel campo dell'informatica, dell'elettronica, della terminologia della rete è altissimo, in virtù del fatto che il mondo anglosassone è da decenni motore dell'innovazione tecnologica in tali settori, economicamente molto produttivi e culturalmente all'avanguardia.

Peraltro, in tempi assai più remoti, già il latino medievale scritto in terra italiana e poi l'italiano stesso furono debitori, attraverso il francese (verbo bannir, sostantivo ban), a una famiglia di termini di provenienza gotica che designavano i concetti di 'cacciare dai confini di un certo territorio, esiliare' e 'espulsione, esilio' in forza di disposizioni giudiziarie. Insomma, bannitus, bandito, bannus, ban, bano, banno e poi bando ci arrivarono da fuori, tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo; cfr. DELI, s. v. bandire e bando. Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire.


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