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Che cosa si intende con l'espressione "la politica dei due forni"?

Luigi Farlocco

È stato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a rispolverare di recente l'espressione politica dei due forni, a proposito dell'atteggiamento di Pierferdinando Casini in occasione del voto sul rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan. Come si sa, Casini, attualmente all'opposizione con l'Udc e tutta la Casa delle libertà, ha votato a favore, allineandosi alla posizione sostenuta dalle forze che compongono lo schieramento governativo. Berlusconi ha così commentato il fatto: «Casini cerca di costruire il grande centro e forse ha nostalgia della politica dei due forni. Pensa di porsi come ago della bilancia come faceva Craxi». Casini ha risposto: «Se Berlusconi pensa che il paragone mi indigni si sbaglia. Craxi è stata una grande personalità politica». Stefania Craxi, figlia di Bettino, ha sottolineato risentita che la politica dei due forni non c'entra niente con suo padre, essendo farina del sacco dell'allora democristiano Giulio Andreotti.

In effetti le cose stanno proprio come sostiene Stefania Craxi. Se è vero che ago della bilancia è espressione che fu spesso riferita, a partire dalla fine degli anni Settanta del Novecento, alla posizione e alla politica del Partito socialista italiano nel periodo craxiano, collocatosi come elemento di equilibrio decisivo tra Democrazia cristiana e Partito comunista italiano al centro del panorama politico, e fautore di scelte talvolta accortamente svincolate da rigidità di schieramento (al governo del Paese insieme con la Dc ma al governo di numerose Regioni, Province e Comuni insieme con il Pci), l'espressione politica dei due forni designa, in origine, un diverso contesto storico-politico. Va chiarito che l'espressione è recente, e non è in sé e per sé cristallizzata, in quanto nella pubblicistica politica ricorrono anche riferimenti concorrenti ai due forni o alla teoria dei due forni. Giulio Andreotti, quando si ritrovò a commentare, a distanza di anni, la fase storico-politica degli anni Sessanta, caratterizzata dalla centralità della Dc, scrisse che egli fu artefice dell'idea che in quel momento il suo partito, per acquistare il pane (cioè fare la politica più congeniale ai propri interessi alleandosi con altre forze), dovesse servirsi di uno dei due forni che aveva a disposizione, a seconda delle opportunità: il forno di sinistra (socialisti), il forno di destra (liberali, eventualmente anche i missini).

Va precisato che politici e media tirano in ballo i "due forni" (nelle varianti suddette) anche in relazione a situazioni diverse da quelle originariamente designate, sotto metafora, da Giulio Andreotti - e in questo senso si può comprendere e accettare il riferimento filologicamente non corretto fatto da Silvio Berlusconi. Per concludere, si ha l'impressione che quando si parla dei "due forni" a proposito del comportamento politico di qualcuno (singolo o forza politica), si intende in realtà ingentilire eufemisticamente l'idea soggiacente di 'atteggiamento trasformistico, opportunistico'.

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