25 gennaio 2010

Due miei colleghi mi hanno preso in giro per la mia affermazione «avantieri ho visto...»! Per loro è una forma dialettale del sud! È vero? Potete aiutarmi per fargli capire che sono solo modi diversi di dire? È meglio “l’altro ieri”, “ieri l’altro”?

Carla Principe

La presa in giro non ha troppo fondamento. Le forme avantieri (variante rara avant’ieri), l’altro ieri (variante rara l’altrieri), ieri l’altro (varianti rare ierlaltro e ier l’altro) sono tutte quante attestate nell’italiano letterario scritto. Ci sono, semmai, differenze nell’origine e nella frequenza attuale nell’uso.

La locuzione avverbiale l’altro ieri è documentata nella lingua scritta a partire dagli inizi del Trecento e, secondo il Rohlfs, più che della Toscana è tipica del Lazio e dell’Umbria. Ovviamente è diffusa e comune da tempo in tutt’Italia, sia nella lingua parlata, sia nella lingua scritta.

La locuzione avverbiale ieri l’altro è documentata nella lingua scritta a partire dagli inizi del Trecento, e secondo il Rohlfs, nella variante con apocope ier l’altro è ancor oggi forma popolare toscana. Ieri l’altro è oggi comune sia nella lingua scritta, sia nella lingua parlata.

Avantieri, a differenza delle locuzioni suddette, non proviene direttamente dal fondo latino della nostra lingua. Ci giunge invece dal francese avant-hiér agli inizi del Cinquecento (avant ‘prima’, hiér ‘ieri’). Poi scompare per riapparire nell’Ottocento, il secolo in cui è maggiore l’afflusso di francesismi in italiano. Sentito come vocabolo “forestiero” dai puristi nostrani, viene appena tollerato. Il lessicografo Alfredo Panzini, nel 1905, consiglia di sostituire avantieri con i nostrani l’altrieri e ier l’altro, ma aggiunge che avantieri non è già più molto usato. Al giorno d’oggi, forme dialettali corrispondenti ad avantieri (o avantieri stesso, nell’italiano parlato colloquiale) sono presenti qua e là per l’Italia (Sicilia, Calabria meridionale, Liguria). In sostanza, avantieri è oggi di uso raro nell’italiano comune e può suonare un po’ antiquato rispetto alle locuzioni prima descritte.


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