25 gennaio 2010

Da dove viene la parola "sciamannato", che io uso spesso per definire mio figlio quando torna a casa dopo aver giocato con i suoi amici?

Ginevra Bocchi

Se suo figlio torna dai giochi con i coetanei disordinato nelle vesti, l'uso che la signora Bocchi fa del termine è del tutto appropriato, sancito dai dizionari e attestato anche nell'uso letterario. Sull'origine del termine, per la verità, gli studiosi non hanno ancora raggiunto un punto fermo. Anzi, un punto fermo c'è, ma, come dire, in negativo: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il termine non deriva come forma participiale dal verbo sciamannare "trattare senza ordine, senza riguardo". Nasce prima, molto prima, nel quindicesimo secolo, l'aggettivo sciamannato, dal quale soltanto in tempi assai più recenti, circa tre secoli più tardi, si formerà il verbo. Tra le ipotesi proposte, una, sostenuta da due studiosi della vaglia di Bruno Migliorini e Aldo Duro, presuppone la derivazione di sciamannare da una forma del latino parlato non attestata exadmanuare, "sciogliere i covoni", che però è ritenuta poco sostenibile per ragioni semantiche e cronologiche dagli autori del Dizionario etimologico della lingua italiana - DELI, Manlio Cortelazzo, Michele Cortelazzo e Paolo Zolli. Interessante l'interpretazione di Marco Mancini di sciamannato come voce di origine giudaico-romanesca. Sciamannato deriverebbe da sciamanno, cencio o velo di colore giallo che gli ebrei furono costretti a portare sul cappello o sul capo a partire dalla metà del sedicesimo secolo, in seguito alle bolle papali di Pio IV - obbligo che durerà fino all'Ottocento. Ecco la testimonianza del poeta Giuseppe Gioacchino Belli nel sonetto Una smilordaria incistosa: "Si una vorta l'Ebbrei for de li ghetti / portaveno ar cappello lo ssciamanno, / nun era gusto loro, poveretti: / Era per fforza der vigor d'un banno / Ma cchi ll'obbliga mò sti pasticcetti / de cristiani d'annà ccome che vanno / co ste ssciamannerie de fazzoletti / for a de le saccocce spennolanno?". In conclusione, dalla voce giudaico-romanesca sarebbe poi filtrato sciamannato nel senso di "disordinato nel vestire e nell'agire", prima nella lingua di Roma, poi nell'italiano. Resta il fatto che la prima attestazione scritta di sciamannato è più antica di un secolo e non è d'ambito giudaico-romanesco.


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