25 gennaio 2010

Perché si dice "non avere il becco d'un quattrino"?

Claudia Funessi

 

Molte delle locuzioni usate per indicare mancanza o scarsità assoluta di denaro hanno un registro d’uso familiare o colloquiale; è questo il caso, per esempio, di essere all’asciutto, essere al verde, essere in bolletta. Anche l’espressione non avere il becco d’un quattrino, «non avere neanche un soldo», ha la medesima connotazione e può, in particolare, essere ricondotta al parlato toscano, come dimostra la sua registrazione nel Novo vocabolario della lingua italiana secondo l’uso di Firenze, pubblicato a Firenze tra il 1870   e il 1897 con l’intento di diffondere il modello dell’uso fiorentino vivo, in accordo con le dottrine linguistiche manzoniane (alla voce becco1 si legge: «Non avere un becco d’un quattrino, Essere senza un becco d’un quattrino, Non aver denari affatto»). Per dare conto del significato di questa espressione sono state formulate diverse proposte etimologiche fra le quali più attendibile risulta quella che attribuisce a becco un valore genericamente rafforzativo allo scopo di esprimere una quantità minima o comunque una piccola parte di un tutto; tale interpretazione, fra l’altro, trova conferma anche in una delle prime attestazioni letterarie disponibili, contenuta nelle Note al Malmantile, pubblicate a Firenze tra il 1688 e il 1750 («Non hanno un becco d’un quattrino, non hanno pure un danaro; e quella parola becco si mette a maggiore espressione»).

 


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