24 gennaio 2010

Spesso sento i cronisti sportivi (calcio, moto, auto, ecc.) usare il termine “ripartenza” per indicare una partenza successiva a quella precedente. Mi domando: è corretto?

Nel Grande dizionario italiano dell’uso, diretto da Tullio De Mauro, viene riportata, come seconda accezione, quella di ambito settoriale sportivo, relativa al gioco del calcio (e soltanto al gioco del calcio): «rapida iniziativa di attacco dopo un’offensiva avversaria». Il Supplemento 2009 (diretto da Edoardo Sanguineti) al Grande dizionario della lingua italiana riporta due esempi (uno del 1995, uno del 2005) dell’accezione sportiva di ripartenza, entrambi riferiti al calcio. E ora diamo la parola allo scrittore e giornalista Giulio Nascimbeni, da sempre molto attento ai fatti di lingua: «Che cos’è la ripartenza? […] si tratta di una manovra di “contropiede corto”, conseguenza di un’azione di pressing […] Un ennesimo neologismo, dunque, anche se di recente derivazione dal verbo “ripartire”» (dal «Corriere della sera», 30 giugno 1996; citato in Le parole dell’Italia che cambia di Andra Bencini e Beatrice Manetti, Le Monnier, Firenze 2005).

Un neologismo semantico, ripartenza, che sembra trovare senso specifico soltanto nel calcio (negli altri sport non vorrà dire altro – e in modo piuttosto normale – che ‘nuova partenza dopo una fermata o una pausa’). Di ripartenza scrive Claudio Giovanardi (Il linguaggio sportivo, in Lingua e identità, a cura di Pietro Trifone, Carocci, Roma 2006, p. 261), inserendo il termine in un nutrito lotto di parole e locuzioni nuove (verticalizzare e verticalizzazione, palla inattiva, prendere campo, avere campo, aggredire gli spazi, andare negli spazi, attaccare la profondità, tenere la squadra corta, transizione, scaricare (la palla), cercare l’uno contro uno) che testimoniano, in «questi anni, nelle telecronache a due voci, […] la ricerca del tecnicismo, dell’espressione dal sapore specialistico, quasi a voler dimostrare a tutti i costi che il calcio ormai non è più un gioco ma una vera e propria scienza». In particolare, ripartenza è «il vecchio contropiede […] ribattezzato da Arrigo Sacchi» verso la fine degli anni Ottanta del Novecento. Sacchi allenò numerose squadre di calcio, ma ebbe successo soprattutto con il Milan e con l’Italia (che portò al secondo posto nei campionati mondiali del 1994, giocatisi negli Stati Uniti). Può piacere o non piacere, ma nell’accezione sportiva, calcistica, la parola ripartenza non è scorretta.

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