28 gennaio 2010

Mi hanno segnalato che in editoria si usa la parola “timone” per definire quello che secondo me ormai viene da tutti chiamato “layout” ... In un servizio di traduzioni tecniche in linea dall’aspetto economico in effetti ho trovato “timone editoriale” ... Forse vorrete superare tutti rendendo possibile 1) trovare questo significato sotto questa voce, se verificherete che è corretto; 2) discernere tra le eventuali sottili differenze – il tutto con riferimenti sicuramente più autorevoli di altri, magari direttamente da manuali di editoria o grafica.

Nel mondo dell’editoria e della pubblicità, il layout (o lay-out; termine attestato dal 1957 nell’italiano scritto) contrassegna «il bozzetto della copertina di un libro, della pagina di giornale, di un annuncio pubblicitario, in cui vengono posizionati in modo definitivo le illustrazioni e i testi, in modo da dare l’idea dell’immagine del pezzo una volta stampato» (Grande Dizionario dell’Uso Utet diretto da Tullio De Mauro); nel mondo del giornalismo cartaceo, il timone è un abbozzo schematico dell’insieme delle pagine previste per il giornale,di solito articolato e raffigurato come successione di strisce di spazi riquadrati e numerati (ogni spazio riquadrato rappresenta una pagina). All’interno di ciascuno spazio viene appuntato l’argomento dell’articolo previsto per la pagina corrispondente e vengono segnalati gli spazi destinati alla pubblicità e ai redazionali. Il timone è, in sostanza, un pro-memoria visivo sui contenuti del giornale, continuamente aggiornato fino alla chiusura, che precede il via libera alla stampa.


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