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È vero che non esiste, in italiano, oltre a “soqquadro”, una parola che contenga la doppia “q”?

Soqquadro ‘scompiglio, grande confusione’ è usato oggi soprattutto se non esclusivamente nella locuzione mettere a soqquadro, come nota giustamente alla voce soqquadro il Vocabolario Treccani on line. Soqquadro è, in origine, l’univerbazione, cioè l’unione di due parole, di sotto e quadro, che si riferivano, come locuzione, ai muri che non sono ad angolo retto. Come parola, soqquadro è documentato nell’italiano scritto a partire dalla metà del Cinquecento.

Esisteva anche – ma oggi non più – il verbo derivato da soqquadro, soqquadrare ‘mettere a soqquadro’. Infine, poco usato ma ancora censito nel patrimonio delle parole italiane che hanno corso, esiste un’altra parola che presenta la doppia q: biqquadro, variante di bequadro, ovvero «segno del sistema moderno di notazione musicale, la cui funzione è di annullare l’effetto del bemolle e del diesis» (da bequadro, nel Vocabolario della lingua italiana Treccani, I edizione).

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Lezioni d'italiano. Riflessioni sulla lingua del nuovo millennio

(a cura di) Sergio Lubello

Sergio Lubello, professore di Storia della lingua italiana e Linguistica italiana nell'Università di Salerno, ha curato un interessante e vario volume che raccoglie e ordina gli interventi di due giornate di studio tenutesi presso l'Università di Salerno nel 2011 (Lezioni d'italiano) e nel 2012 (L'ora di grammatica. Riflessioni su norme e usi dell'italiano)

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