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È vero che non esiste, in italiano, oltre a “soqquadro”, una parola che contenga la doppia “q”?

Soqquadro ‘scompiglio, grande confusione’ è usato oggi soprattutto se non esclusivamente nella locuzione mettere a soqquadro, come nota giustamente alla voce soqquadro il Vocabolario Treccani on line. Soqquadro è, in origine, l’univerbazione, cioè l’unione di due parole, di sotto e quadro, che si riferivano, come locuzione, ai muri che non sono ad angolo retto. Come parola, soqquadro è documentato nell’italiano scritto a partire dalla metà del Cinquecento.

Esisteva anche – ma oggi non più – il verbo derivato da soqquadro, soqquadrare ‘mettere a soqquadro’. Infine, poco usato ma ancora censito nel patrimonio delle parole italiane che hanno corso, esiste un’altra parola che presenta la doppia q: biqquadro, variante di bequadro, ovvero «segno del sistema moderno di notazione musicale, la cui funzione è di annullare l’effetto del bemolle e del diesis» (da bequadro, nel Vocabolario della lingua italiana Treccani, I edizione).

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La cultura in rete secondo Treccani

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La Crusca risponde. Dalla carta al web (1995-2005)

(a cura di) Marco Biffi e Raffaella Setti

Il volume antologizza quesiti e risposte trascelti dalla rivista nel decennio 1995-2005, dal n° 10 (aprile 1995) al n° 31 (ottobre 2005), con l'aggiunta di una coda di domande ricorrenti e risposte ai quesiti tratte dal lavoro di consulenza linguistica svolto nella sezione del sito

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