14 marzo 2019

Vorrei sapere cosa significa la parola “surciglioso” (Reginal Hill, Troppi suicidi, Giallo Mondadori n.2387, pag. 37, del 30/10/1994). Non ho trovato la parola in nessun dizionario, neppure nel vostro. Potreste dirmi anche da dove deriva?

Vi sono parole che mettono fuori la testa sopra il filo dell’onda soltanto qua e là, soltanto qualche volta, magari perché pescate nella profondità dell’oceano linguistico da qualche abile nuotatore che ama le imprese rischiose in apnea. Sembra essere proprio questo il caso del raro surciglioso (o, ancor più rara variante, surcilioso).
 
L’italiano antiquato o quello anche contemporaneo degli scrittori colti (nuotatori che amano le immersioni in apnea nello sterminato patrimonio lessicale della nostra lingua) conosce superciglioso (e la variante con laterale semplice, supercilioso). Si veda la voce nel GDLI (il Grande Dizionario della Lingua Italiana del Battaglia, Utet): alla spiegazione del significato dell’aggettivo, che può anche essere usato sostantivato («accigliato, corrucciato per lo più in quanto ostenta disprezzo o severo sussiego; sdegnoso»), seguono vari esempi antichi e moderni, tra i quali scegliamo un brano tratto da una prosa di Giorgio Manganelli (1922-1990). Scegliamo Manganelli proprio perché un autore come lui, la cui «opera tende a una definizione della letteratura come regno dell’artificio» (Nadia Cannata, in Dizionario biografico compatto degli autori della letteratura italiana, Zanichelli, Bologna 1997), è comprensibile come possa preferire scelte lessicali colte ed eteroclite: «La vita di Sant’Antonio eremita, scritta da Sant’Anastasio, […] ha popolato sogni di devoti, di dubbiosi, di astinenti, di sregolati, di fervidi, di tiepidi, di superciliosi».
 
Questo superci(g)lioso è un prelievo dotto, cinquecentesco, dal latino superciliosus,  a sua volta derivato di supercĭlium ‘sopracciglio’ (nell’italiano antico e letterario, infatti, è attestata la presenza anche di supercilio). Insomma, supercilioso è una raffinata parola che esprime bene – a conoscerne l’etimo – il concetto dell’atteggiamento sdegnato: con un’efficacia quasi visiva, perché fotografa il volto di una persona che, sdegnata, corruga la fronte, increspando le sopracciglia.
 
Non ancora (e forse mai: chi può prevederlo?) censito nei più importanti dizionari della lingua italiana (compreso il GDLI, che consta di ventidue volumoni), la variante surci(g)lioso si fa vivo nell’uso della lingua scritta ancor più sporadicamente del fratello maggiore appena preso in esame. Un dotto partecipante a un gruppo di discussione sulla lingua italiana, nickname “Bartolo”, cita una frase tratta da uno scrittore ben noto per il suo livello di competenza linguistica: «Ma io sospetto che molti lettori surcigliosi, anche quando ammettono questo fatto, inclinino a pensare che Campanile sia scrittore malgrado sia umanista» (Umberto Eco, Sugli specchi e altri saggi, Bompiani, Milano 1985, p. 271). (http://www.achyra.org/cruscate/viewtopic.php?t=1604 in Cruscate. Spazio di discussione sulla lingua italiana)
 
La ricerca con Google permette di raccogliere in rete altri quattro o cinque surciliosi o surcigliosi. Nell’archivio in linea del quotidiano «La Repubblica», troviamo, nel periodo 1984-2005, soltanto un’occorrenza: «Loro, speriamo che non se la cavino intitola il suo scoop Comix. “Un bestiario di prima mano dai nostri inviati nella scuola italiana” lo presenta, lanciando un appello a tutti gli studenti. “I vostri professori sono noiosi? surcigliosi? Potete punirli. È la vostra occasione”. E zac. “Sono arrivate cento lettere alla settimana” racconta Beppe Cottafavi, il direttore della rivista» (Marco Marozzi, E il professore implorò: “Per favore, bastia mola qui”, 15 settembre 1992http://ricerca.repubblica.it/).
 
Quel prefisso sur- (in luogo del ben più comune super- di superciglioso) rimanda, di solito, a parole ricalcate su forme francesi o da queste influenzate (vedi surgelare da surgeler). In effetti, in francese, sopracciglio è sourcil (sour- è variante di sur-), sopraccigliare aggettivo ‘del sopracciglio, delle sopracciglia’ è sourcilien; ed esiste un verbo intransitivo sourciller (che potremmo ricalcare, inventando, con *sopraccigliare) che vuol dire per l’appunto ‘manifestare perplessità o scontento tramite movimenti delle sopracciglia’. Insomma, surciglioso (surcilioso) non sarà proprio à la page, sarà un poco démodé,ma non teme di manifestare una certa fascinazione francesizzante.

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