DOMANDA

Ho letto qui sul vostro sito che ci sono più di 427mila parole nel nostro vocabolario. Quante ne usiamo in genere?

RISPOSTA

Una precisazione: la cifra citata di 427.000 parole si riferisce a tutta la base dati (enciclopedica e lessicale), non certo all’intero patrimonio lessicale italiano.
 
Ciò detto, studi approfonditi sull’uso effettivo delle parole della nostra lingua sono stati fatti, negli anni, soprattutto da Tullio De Mauro e dalla sua scuola di studiosi. Possiamo immaginare la lingua come una enorme torta. Una fetta di questa torta è costituita dal Lessico comune, costituito di circa 47.000 vocaboli, conosciuti e adoperati da chi ha un’istruzione medio-alta (a prescindere dalla professione esercitata e dagli interessi personali). Diciamo che queste parole vengono usate non molto spesso, ma rendono il discorso più ricco, vario e preciso. Però, a ben guardare, le “parole che usiamo in genere” sono molte di meno ma coprono comunque praticamente tutte le necessità del vivere quotidiano. Queste parole costituiscono un’altra fettina della torta. Si tratta del Vocabolario di base della nostra lingua: 6.500 parole, con le quali copriamo il 98% dei nostri discorsi. A sua volta, questo importantissimo nucleo è suddivisibile in tre fette: Lessico fondamentale, Lessico di alto uso, Lessico di alta disponibilità.
 
Lessico fondamentale – Una fetta, fatta di poco più di 2.000 vocaboli, costituisce il vocabolario fondamentale dell’italiano: si tratta di parole di uso frequentissimo, parole del cui significato e uso attivo siamo padroni sin da piccoli. Diciamo che il 90% dei nostri discorsi si fa usando questo lessico fondamentale (per esempio: preposizione e congiunzione a, articolo il, sostantivo cosa, verbo vedere).
 
Lessico di alto uso – Un’altra fetta, costituita di poco più di 2.500 vocaboli, costituisce il lessico di alto uso. Poco meno frequenti di quelle fondamentali, queste sono le parole dell’apprendimento scolastico. Il 6% dei nostri discorsi è fatto di questo lessico (per esempio: idiota, impaurire, impianto).
 
Lessico di alta disponibilità – Meno cospicua (circa 1.900 vocaboli), ma altrettanto importante, è la fetta del lessico di alta disponibilità. I vocaboli che ne fanno parte non sono così frequenti come quelli che appartengono alle prime due categorie, ma sono davvero comprensibili da tutti: si usano in certe circostanze (l’1-2% dei nostri discorsi è fatto di questo lessico), ma in quelle circostanze non c’è chi non li conosca e li usi (per esempio: asino nel significato di ‘stupido’, forchetta, pepe).

UN LIBRO

La più bella del mondo. Perché amare la lingua italiana

Stefano Jossa

Si tratta di un testo divulgativo privo di ambizioni pedagogiche, avente l’unico, nobilissimo scopo di suscitare negli italofoni la medesima passione per la parola che infiamma l’autore

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