Ci può venire in aiuto il Grande dizionario analogico della lingua italiana, progettato e diretto da Raffaele Simone, edito dalla Utet. Com’è noto, il dizionario analogico raccoglie famiglie di parole collegate sotto il profilo del significato. Sotto la voce occhiali, dunque, non troveremo soltanto i sinonimi (lenti), ma anche i nomi più specifici per funzione (per es., o. correttivi, o. protettivi, o. da astigmatico, o. da lettura, ecc.); poi, avremo i nomi che designano strumenti e mezzi collegati (per es., diottria, lente a contatto, protesi oculare); la nomenclatura dei difetti della vista (da acromasia a xantopsia); gli atti connessi con occhiali, come inforcamento (di cui si determina anche la sfera d’uso non comune, giustamente) e presa e via procedendo con persone e luoghi che hanno a che fare con gli occhiali (da presbite a ottico, da comodino a naso). Vengono poi gli aggettivi e, finalmente, troviamo anche i verbi.
È qui che volevamo arrivare, ai verbi che riguardano “comportamenti, operazioni, azioni, eventi” collegati a occhiali. In particolare, ci soffermiamo sulla prima sottocategoria, che pertiene alle azioni compiute con occhiali. Il piatto è servito e citiamo direttamente dall’eccellente Dizionario sopra nominato: «aggiustare, indossare, infilare, inforcare, levare, mettere, perdere, portare, pulire, rifare, rompere, sfilare, togliere». Ci possiamo accontentare, notando che indossare compare nel ricco elenco, mentre calzare non c’è: in effetti, quest’ultimo verbo sembra più adatto a calzature, guanti, cappelli. Aggiungiamo che indossare occhiali sembra particolarmente adatto a definire una situazione in cui il ‘portare’ gli occhiali sia concepito come un atto significativo (modella o modello in una sfilata; personalità celebre o persona che vuol farsi notare per come appare esteriormente, ecc.).