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DOMANDA

Gradirei conoscere l'autentico significato del sostantivo maschile "matrimonio" di cui parla la nostra costituzione. Questo a motivo di una discussione in cui un tizio afferma che tale termine è ambivalente, cioè riferibile, oltre che all'unione fra uomo e donna, come è sempre stato, anche all'unione fra due persone dello stesso sesso. Il motivo della mia domanda è attualmente molto chiaro.

RISPOSTA

Poiché la nostra legislazione parla di unioni civili tra persone dello stesso sesso, pur caratterizzate da numerosi requisiti giuridici assimilabili a quelli posseduti del matrimonio, è evidente che si potrà parlare di matrimonio tra persone dello stesso sesso solo in un senso lato, ma non corrispondente alla realtà giuridica attuale.

 

Ciò detto, è facile supporre che la lingua, adorando le vie spicce, difficilmente prevederà nella quotidianità corrente, specialmente nel parlato, frasi come “Gino e Franco si sono uniti civilmente” o “si sono uniti con unione civile”, ma ricorrerà a scorciatoie analogiche come “si sono sposati”. Una cosa è la logica e la correttezza del giure; altra cosa può essere l’uso quotidiano della lingua. Basta mettersi d’accordo sull’àmbito in cui ci si vuole porre.

UN LIBRO

Scugnizzo. Una storia italiana

Nicola De Blasi

Scugnizzo è davvero una storia italiana perché non è solamente la storia della parola ma – come deve essere – l’analisi storica di ciò che ruota attorno alla vita di quella parola, la descrizione del suo percorso (dalla prima attestazione, alla sua più ampia diffusione), l’indagine del tortuoso viaggio che ha dovuto compiere, delle geografie che l’hanno prodotta e che ha attraversato.