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Sono una studentessa di linguistica e svolgo una breve ricerca su un termine diventato molto popolare sul web dopo l’exploit del politico del PD Carbone. Mi riferisco al termine “ciaone“, il quale ha un’altra origine rispetto a quella riportata nel vocabolario Treccani e risale a qualche anno prima, quando il termine fu inventato da un speaker di una radio romana. La Guzzanti, in quanto romana, lo inserisce come battuta nel film, ma non sono né l’attrice né il regista del film gli autori del termine. Inoltre gli ascoltatori della radio conoscevano il termine ancor prima che fosse inserito nel film. Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e domande.

Ringraziamo la gentile studentessa di linguistica per le informazioni che ha fornito, da condividere in questa sede, dunque, con altri lettori interessati. Dobbiamo precisare, comunque, che nel trattamento dei neologismi (o aspiranti tali), di cui cerchiamo di fornire documentazione costantemente aggiornata, il portale Treccani si attiene a norme redazionali precise: tra gli esempi portati a corredo della definizione della parola a lemma, tratti principalmente da siti di informazione on line accreditati (in particolare, si tratta di siti web di testate giornalistiche), non è detto che compaia la prima attestazione reperita nella lingua italiana – cui, peraltro, si cerca sempre di attingere. Assodato il fatto che, nel caso dei neologismi, ma, in generale, si può dire di tutte le parole vocabolarizzate, per via di successive e rinnovate ricerche, è sempre possibile che in futuro si trovino retrodatazioni della prima comparsa di una parola in lingua. La cosa non desta scandalo, anzi, è costitutiva della ricerca di prime attestazioni: potremmo dire che si tratta di un gioco divertente, di pubblica utilità lessicologica e lessicografica.

 

Inoltre, ci siamo dati – seguendo una tradizione consolidata in campo lessicografico – la regola di riportare soltanto attestazioni reperite nella lingua scritta. Nonostante la crescente importanza della lingua parlata, resta un riferimento fondamentale la realtà dello scripta manent. Non stentiamo a credere che il ciaone fosse già noto nell’italiano colloquiale e informale parlato (e trasmesso) a Roma: prima di arrivare agli onori di un film e, infine, magari, alle cronache giornalistiche scritte, è certo che un’espressione così caratteristica deve essersi fatta le ossa nella selvaggia jungla del parlato.

UN LIBRO

Breve guida alla sintassi italiana

Francesco Bianco

Ha tutti i pregi della manualistica che potremmo definire sintetica o essenziale, a metà strada tra la l’alta divulgazione e l’insegnamento universitario di base, rigorosamente mai superiore alle 200 pagine, sempre più apprezzata in particolare dai giovani lettori, non necessariamente studenti, abituati alla rapidità delle letture a scorrimento video e delle ricerche a tempo di click.