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DOMANDA

Ho fatto caso che in parecchi articoli su internet o sui giornali hanno usato la parola "sconvinto", nel vocabolario italiano non esiste, ma perché si usa dirlo?

RISPOSTA

Si usa dirlo perché, in sé, il meccanismo di formazione della parola non è per niente sbagliato, dal punto di vista logico e grammaticale. Così come da contento è stato ricavato scontento, tramite il prefisso s- di valore privativo e negativo, può venire naturale ricavare sconvinto da convinto, tanto più che manca in italiano un antonimo (cioè una parola di significato contrario, opposto) formato tramite prefisso dell’aggettivo convinto.

 

La lingua non funziona come un calcolo matematico e, per molto tempo, sconvinto non si è diffuso. Si è imposto nell’uso soltanto in tempi recenti . Il Vocabolario on line Treccani lo registra tra i neologismi.

UN LIBRO

Giorgio Manganelli 'Verbapoiete'. Glossario completo delle invenzioni lessicali

Luigi Matt

Giorgio Manganelli (1922-1990) è stato scrittore verbapoiete, coniatore di neologismi, creatore, anzi, cosmagogo delle grafie, abile portaparole. La sua prosa espressivista, varia e complessa, si caratterizza infatti per il proliferare di neoformazioni, come quelle appena citate, e per un buon numero di risemantizzazioni