DOMANDA

Desidererei avere una risposta riguardo all'oggetto: carenza nella definizione della parola ROVAIO. Preciso meglio. Alla domanda: "cosa significa rovaio?", l'unica povera risposta della mia "Piccola", ma anche del "Vocabolario" e ancora della versione on-line, è semplicemente: "vento del nord". Purtroppo ho dovuto apprendere che altri dizionari (cito ad esempio il De Mauro) presentino una imbarazzante molteplicità di accezioni. Data l'autorevolezza dell'Istituto, mi chiedo come questo sia potuto accadere. Chiedo ancora se sia opportuno arricchire il vostro vocabolario.

RISPOSTA

La “povera risposta” non è in realtà così povera, a nostro avviso: è essenziale. L’aver ristretto la lemmatizzazione a rovaio ‘vento del Nord’ tiene conto della larga prevalenza, nella storia della nostra lingua e nei suoi usi, di tale voce rispetto all’omonima voce rovaio ‘roveto’ e, in senso figurato, ‘ginepraio’, di cui il De Mauro on line dà conto (ma tanti altri pregevoli dizionari della lingua italiana dell’uso tacciono). Del resto, lo stesso De Mauro qualifica la voce rovaio2 come obsoleta e di basso uso. Valuteremo comunque se aggiungere o meno questa voce antiquata, ringraziando il sensibile e attento lettore che ci ha posto il quesito.

UN LIBRO

La parola braccata. Dimenticanze, anagrammi, traduzioni e qualche esercizio pratico

Valerio Magrelli

Il traduttore è un soggetto attivo, una persona chiamata in continuazione a prendere decisioni, a scegliere una strada piuttosto che un’altra, a sforzarsi per ‘portare oltre’ chi gli si affida.

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