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DOMANDA

Ho segnalato questo neologismo, coniato da mio figlio a 5 anni, all'Accademia della Crusca ma non ne hanno tenuto conto. Mio figlio Rosario Cannata oggi ha 33 anni e vive in Brasile. Il neologismo è "caldoloso" che per un bimbo di 5 anni era una parola normale visto che è l'inverso di freddoloso.

RISPOSTA

Grande è la creatività dei bambini. Grande la potenzialità creativa, di tenore analogico, che la lingua (come sistema embricato nelle menti dei parlanti) esprime attraverso produzioni anche estemporanee dei singoli, come quella dell’allora piccolo Rosario. Produrre parole è perfino – si sa da tempo – pratica utile nella didattica delle lingue, materna o seconda.

 

Caldoloso è parola divertente e, allo stesso modo, coerente col modello dell’antonimo esistente, freddoloso. Ma non esiste negli usi resi socialmente compatibili e condivisi della lingua. Non esiste, ma potrebbe esistere. E chissà che un giorno non possa esistere davvero, sostenuta, però, da un uso ampio e diffuso. Non si possono fare previsioni. Il petaloso del bambino emiliano, qualche tempo fa, divenne un piccolo caso mediatico e la Crusca ne approfittò saggiamente per spiegare come, al di là della maggiore o minore brillantezza della creazione neologica in sé, fosse importante che la scuola premiasse la creatività linguistica degli scolari, cogliendo ogni occasione per far riflettere e lavorare bambine e bambini sull’uso e sui meccanismi di funzionamento della lingua. La Crusca, peraltro, sottolineava come non era possibile stabilire per decreto l’ingresso di una parola creata su due piedi nel lemmario di un dizionario e badava bene a sfilarsi dall’incarico di presunto organo decisionale in materia di accettazione o ripulsa di parole, ché tale organo non esiste e non potrebbe in ogni caso funzionare.

 

Perché, dunque, petaloso è stato degno di tanta attenzione mentre caldoloso no? Perché la Crusca, in questi ultimi mesi, avrà probabilmente  ricevuto centinaia e centinaia di segnalazioni, tutte o, almeno, molte, interessanti, brillanti, perfino sagaci. E avrà voluto, con un equanime silenzio, dichiarare la propria comprensibile indisponibilità a farsi giudice in carica di un impossibile concorso di bellezza lessicale permanente.

UN LIBRO

Quasi una rivoluzione. I femminili di professioni e cariche in Italia e all'estero

(a cura di) Yorick Gomez Gane

Una ricognizione sulle varietà contemporanee, ma opportunamente sorretta da uno sguardo storico-linguistico, e attenta ai risvolti internazionali (non limitati al solo mondo anglosassone) della questione di genere