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DOMANDA

Scrivo per segnalare la mancanza dell'aggettivo "autotelico" nel vostro autorevole Vocabolario. Mi chiedo quale sia la motivazione di tale mancanza: è un termine di recente apparizione? È troppo poco usato per essere censito in un vocabolario? Ma soprattutto: è lecito considerarlo un termine della lingua italiana?

RISPOSTA

Detto di un atto che pone nel proprio svolgimento il fine della propria realizzazione, l’aggettivo autotelico ha una serie, non ampia, di attestazioni in testi di carattere filosofico, sociologico, psicologico. Il termine è formato con componenti di origine greca: il confisso auto- ‘a, da sé stesso’ (molto produttivo negli ultimi cent’anni) e la forma aggettivale telico (da telós ‘fine’): in linguistica c’è un uso, ovviamente tecnico, di telico (si parla di verbi telici, indirizzati verso un punto in cui l’evento necessariamente si conclude).

 

Forma colta e vocabolo tecnico, di uso quindi ristretto: effettivamente è questo l’insieme di motivi per cui il termine autotelico, almeno finora, non ha trovato accoglienza nei dizionari italiani della lingua dell’uso.

UN LIBRO

Bembo ritrovato. Il postillato autografo delle Prose

Fabio Massimo Bertolo, Marco Cursi, Carlo Pulsoni

I tre studiosi riscontrano che le citazioni da Dante e da Petrarca nel postillato dipendono, al netto di poche eccezioni, dalle edizioni aldine delle Cose volgari di Messer Francesco Petrarcha (1501) e delle Terze rime di Dante (1502)