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DOMANDA

Vorrei un chiarimento sul termine "CALICO" riferito al gatto, poiché tale termine non l'ho trovato nel Vs. vocabolario. Va inteso come aggettivo e quindi per una gatta diventa "CALICA"? In attesa di un gradito riscontro, porgo cordiali saluti.

RISPOSTA

Calico è una parola ripresa di peso dall’inglese, lingua talmente di successo che si insinua anche nella terminologia relativa alla descrizione del colore del manto degli animali. Non è entrata nei dizionari italiani, ma non è detto che prima o poi non ci entri.

 

In inglese, il nome calico è presente dalla prima metà del Cinquecento e indica un indumento di cotone bianco. Nell’inglese degli Stati Uniti d’America, il nome passa a significare un indumento di cotone stampato più grezzo della mussola e poi, per estensione, si riferirà alla colorazione del manto dei cavalli e, dal 1880 circa, anche dei gatti.

 

La parola arriva in inglese da Calicut, nome di una città indiana nota anche come Kozhikode, un porto del distretto antico del Malabar, approdando al quale gli europei conobbero e nominarono per metonimia l’indumento indiano di cui abbiamo più su parlato.

 

Oggi calico in inglese (ma evidentemente anche in qualche testo italiano che scimmiotta l’inglese) designa un tipo di gatto con pezze di colore nero, marrone e arancio su base bianca (cfr. il vocabolario on line cambridge.org). Noi chiamiamo questi gatti – di solito femmine – tricolori.

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