DOMANDA

Vi scrivo per avere una precisazione rispetto al recente dibattito politico sul pagamento dell'Ires da parte delle no profit o meglio delle non profit. Nel vostro sito leggo che no profit e non profit, nel linguaggio comune, hanno lo stesso significato. Scrivete "Diffuso in ital. anche nella variante no profit (o no-profit), è detto anche terzo settore". Alcuni rappresentanti del Terzo Settore sono insorti sostenendo che il Terzo Settore non è no profit (nessun profitto) ma non profit (non per profitto). Potete darmi qualche delucidazione in merito?

RISPOSTA

I rappresentanti del Terzo Settore, grammatica inglese alla mano, hanno ragione. Il problema è che quando parole o locuzioni inglesi, specialmente quelle non adattate alle strutture fonomorfosintattiche dell’italiano, si affacciano o penetrano nella nostra lingua, non sempre restano fedeli al significato originario. Viceversa, tendono ad affermarsi spostamenti e livellamenti di tipo analogico: no global, no Tav, no vax e molte altre locuzioni costruite allo stesso modo tendono a prevalere ampiamente su quelle con non come primo elemento: probabilmente ciò ha determinato una certa propensione verso la forma no profit. Anche se non profit sarebbe più rispettoso della semantica originaria e del significato “reale”, il neocomposto tende in italiano a essere insidiato nell’uso da no profit.

Peraltro, nella voce del Vocabolario Treccani.it citata dal nostro lettore, a lemma si legge soltanto non profit (variante: non-profit) e nell’etimologia si spiega che il significato originario (ribadito peraltro più sotto nella definizione del vocabolo, molto estesa e particolareggiata) è ‘senza fini di lucro’ (così bella e chiara, a dire il vero). Soltanto nel corpo della voce si aggiunge la notazione, neutra, sull’esistenza in vita (nella vita della lingua comune) della forma no profit: si tratta di un’informazione sullo stato delle cose e non di un giudizio favorevole o di un’autorizzazione all’uso.

 

UN LIBRO

La più bella del mondo. Perché amare la lingua italiana

Stefano Jossa

Si tratta di un testo divulgativo privo di ambizioni pedagogiche, avente l’unico, nobilissimo scopo di suscitare negli italofoni la medesima passione per la parola che infiamma l’autore

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