08 aprile 2019

Da qualche tempo mi è sorto un dubbio, volendo esagerare... esistenziale, sull'esistenza del termine "caramellizzato"; ho già appurato che il termine è sinonimo di "caramellato" – ma, come l'ormai noto e comune "caramellato" deriva dal verbo "caramellare", con relativa ed eventuale coniugazione del verbo stesso, la stessa cosa dovrebbe avvenire per il suddetto termine dubbio (non poi così tanto) "caramellizzato", ottenendo – di conseguenza – anch'esso una coniugazione; però, non avendo trovato alcun riferimento ad una possibile coniugazione dell'ormai ipotetico, se pur possibile, verbo "caramellizzare", prima di "gettare la spugna", ho voluto scriverVi, fiducioso che nessuno meglio di Voi potrebbe darmi una valida e affidabile risposta.

Ringraziamo chi ci ha scritto per la fiducia che ripone nella nostra opera e nelle nostre opere. Già dalla lettura di quanto scrivemmo rispondendo a un quesito su caramellizzazione e caramellatura, ci si può rendere conto del fatto che nell’àmbito delle terminologie settoriali possono esservi casi di sinonimie e anche di dissimmetrie. In parole povere, fino almeno ad oggi, la forma caramellare è largamente prevalente nell’uso rispetto a caramellizzare, che peraltro qualcuno usa, ricavandolo da caramellizzato, in modo comprensibilee e non senza qualche legittimità, a dire il vero.

 

La lingua, nella sua economia di funzionamento, però, anche se tende al livellamento analogico e alle compensazioni, può presentare falle e dissimmetrie: non si può “ottenere una coniugazione” per  caramellizzato in base a ragioni puramente logiche o di assistenza affettiva (come farà a campare così, solo soletto?) né patrocinarne con successo la causa in un tribunale della lingua, che non esiste. Che cosa possiamo fare? Aspettare: è possibile che col tempo le forme della coniugazione di un – per ora – più virtuale che reale verbo caramellizzare, se usate e riusate, di quest’ultimo finiscano con imporre l’esistenza in vita. Se non succederà, pazienza.

 

 

 

 


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