04 novembre 2019

Salve, su diversi articoli ho trovato la parola "germofobo" (anche su Repubblica!); la versione corretta non dovrebbe essere “germofobico”?

Francamente, più che preoccuparsi se si deva usare germofobo o germofobico (il dubbio comunque si risolverà presto pensando a altre coppie come omofobo sostantivo e omofobico aggettivo), bisognerebbe preoccuparsi di non usare – come spesso invece fanno anche i giornali – termini medici che hanno scarso uso e dubbia utilità, figli come sono di una tradizione terminologica antiquata e poco noti ai medici stessi, oppure coniati recentemente in lingue che rispecchiano culture amanti della classificazione parcellizzata a ogni costo, come accade in area angloamericana (anche là ovviamente, giocando con spezzoni di parole greche e latine, che sono da sempre il serbatoio privilegiato della terminologia medica). Paura di ciò che è sporco (e quindi portatore di germi): già esistono (pochissimo usate, peraltro) rupofobia e misofobia, perché mai aggiungere germofobia e derivati?

 


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