04 novembre 2019

Avrei un quesito da porre relativamente all’espressione “gestore di fatto”. Invero, a seguito di una mia ricerca nei vostri siti online, sull'argomento "gestore di fatto" non ho trovato informazioni, se non il significato della parola gestore o suoi sinonimi. Diversamente, sempre da mie ricerche, ho trovato che la dicitura "di fatto" o "di diritto" viene invece associata all’amministratore. In buona sostanza, sembrerebbe dunque che l’espressione “gestore di fatto” sia quantomeno impropria. Vi sarei pertanto grato se poteste darmi maggiori informazioni in merito (anche attraverso i vostri magazine o indirizzandomi in qualche ricerca specifica).

Di fatto e di diritto hanno una precisa caratura semantica tecnica, acquisita all’interno del linguaggio giuridico. Basta rileggere quanto sinteticamente si scrive alla voce fatto2 (s. m.) nel Vocabolario on line Treccani: «In contrapposizione a di diritto, la locuzione di fatto è usata per qualificare le questioni trattate in un processo quando il problema riguarda soltanto l’esistenza o inesistenza dell’evento, dei suoi caratteri e modalità, e non l’applicazione delle norme giuridiche in relazione all’evento stesso: motivi, questioni di fatto; giudizio di diritto e giudizio di fatto (alla Corte di cassazione, per es., spetta di giudicare dell’applicazione delle norme giuridiche da parte dei giudici di primo e secondo grado, di esprimere cioè un giudizio di diritto, e non di pronunciarsi in merito all’accertamento dei fatti da parte loro, di esprimere cioè un proprio giudizio di fatto)».

 

Poiché la lingua delle leggi e delle disposizioni che interessano fattispecie attingibili dalla sfera del diritto pubblico e privato (nelle loro diverse declinazioni) ha una forte ricaduta nella realtà, anche linguistica, di tutti i giorni, è possibile riscontrare usi delle due locuzioni preposizionali di fatto e di diritto più elastici di quanto non siano nel diritto processuale civile (vedi l’esempio summenzionato). Pertanto, sembra certo che applicate al termine amministratore le due locuzioni mostrino un notevole grado di tecnificazione semantica, intendendosi in particolare per a. di fatto la figura, il soggetto che svolge pienamente e con continuità l’attività di amministratore, essendo quindi assoggettato al rispetto dei doveri previsti dall’ordinamento per l’amministratore di diritto, pur non essendo stato chiamato ufficialmente e formalmente a ricoprire la carica.

 

La locuzione gestore di fatto (in relazione contrastiva rispetto al gestore di diritto) trova riscontro in altri campi della giurisprudenza, meno frequentati e ancora in evoluzione (e per questo motivo, probabilmente, non censiti ancora in opere lessicografiche generaliste), riguardo alla nozione di “incaricato di pubblico servizio” (art. 358 del Codice penale). Un esempio chiaro è costituito dalle delegazioni dell’ACI nell’atto di riscuotere le tasse automobilistiche: la Cassazione penale, Sez. VI, con sentenza n. 15724 del 4 aprile 2013 ha stabilito che tale attività ha natura di funzione pubblica e dunque la delegazione ACI è da riconoscere come gestore di fatto di tale attività. Il gestore di fatto, quindi, non è un pubblico ufficiale, esercita un pubblico servizio ma l'esercizio della funzione è da intendersi in senso oggettivo e la destinazione pubblicistica dell'attività non discende da poteri deliberativi, autoritativi e certificativi.


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0