21 maggio 2020

"Bombastico". L'aggettivo non è poi così nuovo e giovanilistico, ma si trova già nel 1970 in Elsa Morante, nel saggio "Il Beato propagandista del Paradiso", scritto appunto nel 1970, e ora racconto in "Pro o contro la bomba atomica e altri scritti", Milano, Adelphi, 1987, p. 129. Nella frase: «Pure le navi volanti, o missilistiche, o atomiche, o come siano, le quali ci promettono addirittura la velocità della luce, in realtà ci risultano poi dei carretti bombastic».

Ringraziamo il nostro lettore per la segnalazione. In effetti bombastico ‘ampolloso, retorico’, detto di uno stile di scrittura o di un’esposizione discorsiva, ha le sue carte da giocare, con alcune belle attestazioni nella lingua letteraria più attenta e raffinata. Presto integreremo la parola nel lemmario del Vocabolario on line Treccani.it

 

Il lemma è presente nel GRADIT diretto da Tullio De Mauro, nell’edizione 2020 dello Zingarelli, nel supplemento 2004 del cosiddetto Battaglia (Grande dizionario della lingua italiana Utet). La prima attestazione nell’italiano scritto risalirebbe al 1923, nel carteggio tra due squisiti letterati come Emilio Cecchi e Mario Praz. La voce sarebbe un adattamento dell’inglese bombastic ‘reboante’ (dal 1704), a sua volta da bombast ‘magniloquenza’. Sempre dall’inglese, si sarebbero avuti poi il francese bombastique, il tedesco Bombastich, lo spagnolo bombástico. E l’italiano bombastico, per l’appunto: non usatissimo, ma con una sua presenza nella lingua dei giornali e della narrativa.

 

 


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