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DOMANDA

Ho letto con interesse la vostra risposta alla questione posta dalla signora Del Vecchio, a proposito dei nomi delle borgate romane di Vitinia e Acilia. Restando nel campo delle denominazioni di luoghi, vorrei chiedervi in generale qual è il peso dell'ideologia politica nell'assegnazione dei nomi alle vie, alle piazze, ecc. Io abito a Roma a due passi da Piazzale dei Partigiani...

RISPOSTA

Franco Bonanni

Certamente nelle delibere comunali che riguardano la creazione (o il cambiamento) degli odonimi (così sono definiti dagli studiosi i toponimi stradali), un peso può, in alcune circostanze, essere esercitato anche dall'ideologia politica. Fatto salvo che a Roma - come in altre città con un gran passato dietro le spalle - esistono antiche e resistenti denominazioni locali che sono ricavate dalle caratteristiche ambientali (Via di Castello; Via di Sant'Anna, che è nelle vicinanze della chiesa omonima) e che dunque sopravvivono, sfuggendo, a seriori criteri di pianificazione toponomastica, si noterà come le strategie di denominazione di vie, piazze e simili si propongano almeno un obiettivo fondamentale, quello, cioè, di raggruppare quartieri o parti di quartieri in modo omogeneo. Certe volte questo criterio può apparire poco trasparente. Si prenda il caso del quartiere Prati (in origine, Prati di Castello). Mettiamo da parte, in virtù di quanto detto qui sopra, gli odonimi motivati da caratteristiche ambientali: Piazza dei Tribunali, che fu chiamata così nel 1885 perché si trovava di fronte all'area sulla quale sarebbe sorto il Palazzo di Giustizia; Viale delle Milizie, a fianco delle caserme costruite dopo il 1870; Piazza Adriana, presso l'omonima Mole (che tutti conosciamo come Castel Sant'Angelo); Via Triboniano e Via Ulpiano, intitolate a due giusrisperiti romani, poste non a caso ai lati del tribunale; Via Leone IV, lungo le mura che il papa omonimo fece costruire e che sono ancora oggi dette "leonine". Ecco, invece, la serie costituita dalle principali piazze del quartiere, nella denominazione delle quali è trasparente la celebrazione dell'unificazione nazionale avvenuta da pochi anni (stiamo sempre parlando dell'anno 1885, nel quale fu promulgata la delibera comunale relativa alla denominazione di piazze e vie del nuovo quartiere di Prati di Castello): Piazza del Risorgimento, Piazza della Libertà, Piazza dell'Unità, Piazza Cavour (l'artefice principale dell'unità). A proposito di ideologia, si noti come sia stata intitolata al Risorgimento (laico e, per forza di cose, anticlericale) la piazza contermine al Vaticano. Meno trasparente, a tutta prima, una serie di attribuzioni odonimiche nella zona: Via Cola di Rienzi (poi Cola di Rienzo), Via Crescenzio, Via Stefano Porcari. Si tratta però, a ben guardare, di personaggi scelti come simbolo di una romanità ribelle al papato o comunque da esso svincolato. A questo punto, l'incerta trasparenza odonomastica ricevuta dal primo colpo d'occhio torna a essere cristallina. Romanità antica, medievale, moderna e contemporanea dettano ai nomi di vie e strade del quartiere un profilo classico, civico e laico, indipendente dalla presenza incombente del papato: le vie Vespasiano, Ottaviano, Catone, Silla, Fabio Massimo, Attilio Regolo, Marcantonio Colonna, Virginio Orsini, ecc. (condottieri, imperatori, nobili); le vie Varrone, Properzio, Tibullo, Terenzio, Cassiodoro, ecc. (scrittori latini); le vie Pomponio Leto, Pietro Della Valle, Francesco Cancellieri, Valadier, Ennio Quirino Visconti, Giuseppe Gioacchino Belli, Muzio Clementi, ecc. (personaggi illustri della Roma medievale, moderna, e contemporanea, anche quando romani d'adozione).
Più immediata la comprensione dei criteri eminentemente ideologici che hanno governato, anni dopo (nel 1945), le scelte degli amministratori capitolini nell'opera di rinominazione di alcune vie e piazze: si trattava di cancellare le tracce del recente passato nazifascista. In alcuni casi si può dire che il nuovo odonimo sia di segno contrario a quello precedente: Piazzale Adolfo Hitler > Piazzale dei Partigiani; Viale Libro e Moschetto > Viale Piero Gobetti; Viale Martiri Fascisti > Viale Bruno Buozzi (antifascista ucciso dai tedeschi); Via Rosa Maltoni Mussolini > Via Rosa Guarnieri Carducci (da una madre illustre a un'altra madre illustre); Via Malaga > Via Pilo Albertelli; Via Bilbao > Via Gioacchino Gesmundo (negli ultimi due casi, si passa dai nomi di due città che ricordano episodi della guerra di Spagna a quelli di due caduti antifascisti). In altri casi, il nuovo odonimo si limita a neutralizzare la precedente connotazione ideologica: Piazza D'Annunzio > Piazza del Parlamento; Viale Giappone (nazione alleata della Germania nazista e dell'Italia fascista) > Via Panama; Foro Mussolini > Campo della Farnesina (poi Foro Italico); Viale Alfredo Rocco (giurista il cui nome è legato al "codice Rocco") > Viale Ippocrate; Via Battaglioni Universitari > Via Cesare De Lollis (filologo e docente universitario; in questo caso, la scelta è coerente con la collocazione della via accanto alla città universitaria).

UN LIBRO

Il «Thesaurus pauperum» pisano. Edizione critica, commento linguistico e glossario

Giuseppe Zarra

Zarra offre un contributo importante per lo studio e la riscoperta di un settore a lungo trascurato dagli storici della lingua italiana, e relegato piuttosto all’interesse, di certo meritevole ma spesso poco attento agli aspetti filologici, dei soli storici della medicina

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