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E' vero che l'etimologia di Polesella (in provincia di Rovigo, dove abito) è la stessa di Polesine, cioè dal latino "pullus" che vuol dire "germoglio"?

 Luciano Trevisan

Senz'altro l'etimologia dei due toponimi è la stessa ed è, tra l'altro, condivisa da altri nomi di luogo di area emiliana e basso-lombarda: Polesine Parmense e Polesine presso Suzzara (Mantova). Il problema è di stabilire se sia giusta l'etimologia comunemente accettata - quella che lo stesso signor Trevisan sinteticamente ripropone. Senz'altro da respingere sono le etimologie avanzate negli anni Cinquanta da alcuni valenti studiosi. A proposito del coronimo (nome di regione o area geografica) Polésine, nel 1951 Dante Olivieri riteneva di poter farlo risalire all'italiano polla, memore del fatto che nei dialetti veneto e ferrarese polésin(e) vale 'deposito di melma che emerge dall'acqua in forma di piccola isola' e, per metonimia, 'isolotto nel letto di un fiume, in particolare nel basso Po'. Concordava con questa ipotesi anche il Prati, mentre Battisti e Alessio prospettavano una derivazione di Polesine dal greco bizantino polykenos, difficile da accettare per problemi di vocalismo e consonantismo. Recentemente, nel suo ricco repertorio etimologico Carla Marcato ha ripreso l'ipotesi oggi corrente da uno studio del 1956 di G. D. Serra. Anche il Pellegrini sembra concordare, pur limitandosi a scrivere di una derivazione da PULLUS 'conca'.
Disponiamo ora di un'ipotesi alternativa piuttosto interessante, che risolverebbe alcuni problemi lasciati insoluti dalla trafila di passaggi presupposta all'interno della spiegazione Serra-Marcato. La trafila ipotizza che alla base latina PULLUS si affigga il suffisso preromano *-cinus. Osserva Massimo Pittau, autore della nuova ipotesi che ora illustreremo qui, che l'ipotetico suffisso mostra la difficoltà del Serra e della Marcato nel render conto dell'accento sdrucciolo di Polésine. Pittau nota che un (in termini linguistici) antieconomico ricorso a un apposito suffisso contrasta con l'esistenza effettiva di un documentato suffisso diminutivo di PULLUS, testimoni il sardo puddikínus 'pulcino' (va ricordato che PULLUS, oltre che 'germoglio, pollone', significa anche 'piccolo di animale') e l'italiano pulcino. Pittau quindi chiama in causa il gentilizio femminile etrusco Puleisnai, che compare su una stele funeraria rinvenuta a Rubiera (Reggio Emilia). La corrispondenza dei fonemi del gentilizio con quelli del coronimo è quasi perfetta, visto che non sarebbe lecito attendersi dall'etrusco un'accentazione diversa da quella piana in Pu-lei-snai. L'area di comparsa del gentilizio è omogenea a quella dei toponimi italiani Polesine Parmense e Polesine in provincia di Reggio Emilia, mentre non è inutile ricordare che la presenza degli Etruschi è accertata sia nell'Emilia (Felsina, Mutina, Parma), sia nel Veneto meridionale (Spina, Adria). Pittau crede, infine, in una derivazione dell'antroponimo dal toponimo, vista l'esistenza del termine dialettale polesin(e) di cui si è più sopra parlato.

Al lettore curioso e puntiglioso è giusto comunque mettere a disposizione le fonti qui sopra cursoriamente citate:

G. D. Serra, Del nome Polesine da *Pullicinuse del suffisso preromano -cinus, in "Quaderni Linguistici dell'Istituto di Glottologia dell'Università di Napoli", 1956; D. Olivieri, Escursione fra i nomi del delta padano e della regione limitrofa, in "Atti del Sodalizio glottologico Milanese", 4 (1951), pp. 33-34; A. Prati, Vocabolario Etimologico Italiano, Torino, 1951, p. 782 e sgg; C. Battisti - G. Alessio, Dizionario Etimologico Italiano, I-V, Firenze (1950-1957), p. 2991; C. Marcato, Dizionario di Toponomastica, Torino, 1990, p. 504; G. B. Pellegrini, Toponomastica italiana, Milano, 1990, p. 228; M. Pittau, Polésine coronimo etrusco, in htpp//web.tiscali.it/pittau/Sardo/studi.html

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