DOMANDA

Perché il lago di Garda viene chiamato anche Benaco? Da dove viene questo altro nome? E come si pronuncia? Con l'accento sulla e o sulla a?

RISPOSTA

Pasquale Lanzillo

Benaco è la denominazione di origine latina, trasmessasi non per via diretta, ma dottamente recuperata dagli umanisti secoli dopo la trasformazione del latino nelle varie lingue romanze, tra le quali l'italiano. Essa corrisponde perfettamente, infatti, al latino BENĀCUS. Proprio in virtù dell'accentazione latina, cui l'italiano è sostanzialmente fedele per determinare la posizione dell'accento tonico, Benaco andrà pronunciato con l'accento sulla a (Benàco).
I Romani chiamarono BENACUS il lago - oggi largamente più noto come lago di Garda - a partire dal primo secolo a. C., cioè dal momento in cui colonizzarono i territori veneti. Cantando, nel secondo libro delle Georgiche, l'operosa campagna di quelle zone, Virgilio menziona il lago (vv. 158-60): "An mare quod supra memorem, quodque adluit infra? / Anne lacus tantus? Te, Lari maxime, teque, /fluctibus et fremitu adsurgens Benace marino?" (O dovrò ricordare i mari che la bagnano? I suoi grandi laghi? Tu, Lario, e te, Benaco che si gonfia con flutti e impeto di mare?). Virgilio cita il Benaco-Garda anche nell'Eneide (canto X, vv. 205-6), descrivendo il fiume Mincio che ne è l'emissario: "Quos patre Benaco velatus harundine glauca / Mincius infesta ducebat in aequora pinu" (Uscito dal Benaco, il Mincio ombreggiato da cerulee canne su una nave da guerra li guidava verso il mare). In epoca umanistica, due veneti di diversa fama intitolarono ciascuno, a distanza di vent'anni l'uno dall'altro, Benacus un proprio poemetto in latino dedicato al lago: nel 1524 l'illustre Pietro Bembo; nel 1546 Giorgio Jodoco Bergano, monaco dell'abbazia veronese di San Zeno. L'origine remota del limnonimo Benaco risalirebbe, passando attraverso la forma latina BENACUS, al celtico *BENNACUS 'cornuto' (da confrontare con l'irlandese bennach 'cornuto'), cioè 'dai molti promontori'. Questo sostiene l'Olivieri nel suo Dizionario di toponomastica lombarda, allegando il parere di alcuni studiosi del celtico. Dal longobardo WARDA 'luogo di osservazione, di guardia' deriva invece Garda, nome della località che lo estese al lago sul quale affaccia, in sostituzione di BENACUS. Garda è già presente in un diploma del 712 del re longobardo Liutprando. Tuttavia, la forma latineggiante Benaco mantiene una sua vitalità attraverso i secoli, grazie anche alla letteratura. Pensiamo al canto XX dell'Inferno dantesco. In un passo che viene a far parte di quella "poesia del paesaggio" italiana (Giacalone) presente per rapidi e potenti scorci descrittivi nella Commedia, compare due volte Benaco: "Suso in Italia bella giace un laco, / a piè de l'Alpe che serra Lamagna / sovra Tiralli, ch'ha nome Benaco" (vv. 61-3). E, oltre: "Ivi convien che tutto quanto caschi / ciò che 'n grembo a Benaco star non può, / e fassi fiume giù per verdi paschi" (vv. 73-5) (il riferimento è al fiume Mincio). Pensiamo anche all'ode barbara carducciana Sirmione: "Ecco la verde Sirmio nel lucido lago sorride, / fiore de le penisole. / Il sol la guarda e vezzeggia: somiglia d'intorno il Benaco / una gran tazza argentea" (vv. 1-4). E concludiamo con Gabriele D'Annunzio, che fece erigere la sua famosa dimora a Gardone di Riviera, sulle rive del lago, e nel 1921 scrisse il componimento Per la coppa del Benaco. Agli aviatori navali. Il vate vi celebra la Coppa del Benaco, una scultura creata per lui dal cesellatore e scultore Renato Brozzi. Brozzi, ammirato dal D'Annunzio, ne divenne scultore e orafo personale e per il poeta creò numerose opere che adornarono la magione di Gargnasco a Gardone. Oggi, la letteratura cede il passo ad altre scritture più prosaiche nel serbare memoria del nome Benaco (e di Benacus), almeno nella zona del Garda: insegne di negozi, denominazioni di hotel, alberghi, ristoranti, ostelli, campeggi, agenzie di viaggio.
Va infine ricordato che la doppia serie latino (o, meglio, latineggiante)/italiano riguarda anche altri laghi, come, per citare soltanto i più famosi, il Verbano/Lago Maggiore, Lario/Lago di Como, Lemano/Lago di Ginevra.

UN LIBRO

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