DOMANDA

Sono stato per una breve vacanza a Malta e ho notato che molte persone e non solo gli operatori turistici masticano l'italiano. Però molti conoscono benissimo l'inglese, anche se la lingua della popolazione è l'arabo. O sbaglio?

RISPOSTA

Giovanni Rocchigiani

Il signor Rocchigiani non sbaglia. Proviamo per sommi capi a descrivere qual è la storia della presenza a Malta della lingua italiana, oggi al terzo posto per importanza e diffusione. Prima vengono l'arabo, nella variante propria di Malta, poi l'inglese. Si può dire che la storia politica di Malta contiene e spiega la complessa situazione linguistica attuale. Malta è stata per secoli terra di conquista da parte di potenze straniere e ciò ha avuto precisi riflessi sulla realtà delle lingue conosciute, parlate e ufficialmente adottate nell'isola. L'idioma locale ha assunto la sua fisionomia nel periodo della dominazione araba, tra l'870 e il 1091, tanto che i primi poeti maltesi alla corte palermitana di Ruggero II si esprimono in arabo nei loro componimenti. Con l'arrivo dei Normanni nel 1091, le cose si complicano: si può dire che per la prima volta a Malta si produce una situazione linguistica stratificata, una sorta di diglossia, anche se variegata. I Normanni, infatti, che pure adottano subito il latino come lingua amministrativo-giuridica, dal XV secolo consentono che la corrispondenza ufficiale tra il governo locale e il governo centrale di Palermo si svolga in siciliano oltre che in latino. Fondamentale è il periodo che va dal 1530 al 1798, caratterizzato dalla presenza dei Cavalieri Gerosolimitani, poi noti come Cavalieri dell'Ordine della Croce di Malta. I Cavalieri adottano il volgare toscano come lingua ufficiale. Dalla seconda metà del Cinquecento i documenti ufficiali sono dunque vergati nel volgare padre dell'italiano. Quindi, la popolazione continua a parlare arabo-maltese, mentre l'élite di governo, la classe dirigente, adopera l'italiano. Va notato comunque come, almeno a livello di espressioni culturali, Malta si offra quale crocevia di compresenze, in quanto ci restano testimonianze di commedie scritte da artisti maltesi nelle quali dei personaggi parlano dialetti italiani, specialmente meridionali. Dopo il breve intervallo di dominazione francese (1789-1800), ininfluente sulla realtà linguistica, è il lungo periodo di predominio inglese (1800-1964) a mettere profondamente in discussione il primato dell'italiano come lingua di cultura. Dopo l'unificazione dell'Italia, gli inglesi cominciano a intervenire con disposizioni normative contro l'uso della lingua italiana. Si delinea un percorso secolare di restrizione del prestigio e della presenza della lingua italiana a Malta, prima bandita da università e tribunali, poi derubricata come lingua ufficiale dell'isola nel 1936. Finita la Seconda guerra mondiale, la Costituzione indipendentista del 1964 pone formalmente il sigillo sulla questione della lingua, promovendo il maltese a lingua nazionale, affiancandogli l'inglese come lingua ufficiale e accantonando l'italiano come lingua di cultura. In controtendenza al costante processo di emarginazione subito dall'italiano nel corso di almeno un secolo, con il passare degli anni l'infittirsi dei rapporti politici e degli scambi economici tra Malta e Italia crea le condizioni per un nuovo, impreveduto, fiorire della conoscenza e dell'uso dell'italiano, perfino al di fuori della cerchia più o meno circoscritta degli intellettuali, che sempre più guardano all'Europa e in primo luogo all'Italia come referenti culturali, e degli studenti che lo scelgono in numero crescente come lingua seconda e terza. La forte presenza turistica degli italiani a Malta svolge certamente una funzione importante in questo senso; ma è soprattutto la diffusione massiccia dei programmi televisivi captati dai canali Rai e da quelli privati che amplia enormemente la competenza passiva e, in modo magari grossolano ma comunque rilevante, quella attiva dell'italiano presso sempre più larghi strati della popolazione maltese. L'ingresso a pieno titolo di Malta nell'Unione europea si prospetta come ulteriore spinta verso il recupero di un ruolo di primo piano dell'italiano nell'isola.

UN LIBRO

Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto

Leonardo G. Luccone

Leonardo G. Luccone è riuscito con successo nella titanica impresa di redigere un agile ma minuzioso prontuario di punteggiatura dell’uso, destinato a studenti e professori

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