Questa è una delle legislature più contestate dall’inizio della Repubblica italiana. O, meglio, è la legislatura che ha conosciuto la nascita di un Governo, quello presieduto da Mario Monti (in carica dal 16 novembre del 2011), cosiddetto “tecnico”, che, tra i Governi cosiddetti tecnici finora paventati o realmente esperiti (per esempio, caratterizzati dalla presenza di singoli esponenti non di ruolo nei ranghi dei politici per mestiere), spicca prima di tutto per il fatto di essere nato in seguito a una manovra di destrezza, guidata dalla presidenza della Repubblica sull’orlo dell’abisso elettorale, ma senza ricorrere alle urne, né tampoco con l’innesco della sfiducia aperta verso l’esecutivo allora in carica (il IV Governo Berlusconi). In secondo luogo, Monti porta con sé personaggi che, effettivamente, tutti (o quasi) di mestiere non fanno i politici, anche se, è ovvio, in ogni ambito in cui operano quotidianamente, fanno politica (http://www.governo.it/). Tant’è che il Governo Monti fa politica, eccome, incidendo con le sue decisioni sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. E Monti, come i più consumati politici che ora siedono in Parlamento, si comporta talvolta come loro, fuori del Palazzo. Niente bunga bunga, per carità: ma l’esposizione mediatica mirata, quella sì. Basti vedere la copertina di un supplemento di «Capital», con il capo del Governo sorridente alle prese coi fornelli, anziché con la Fornero, o, di complemento, il servizio su Elsa Antonioli (moglie di Monti) comparso sulla rivista pop «Chi».
Berlusconi al sesto posto
Facciamo un piccolo ripasso sulle legislature dell’Italia repubblicana. L’attuale legislatura (intesa nel senso più comune di ‘periodo dei lavori parlamentari compreso tra le elezioni e lo scioglimento della Camera dei deputati’) è la XVI a partire dall’8 maggio 1948, data in cui ha preso avvio la I legislatura con il V Governo De Gasperi, in seguito all’esito delle elezioni politiche tenutesi il 18 aprile del 1948, sessantaquattro anni fa.
L’8 maggio 1948 era anche una data simbolica, perché precisamente 100 anni prima a Torino, in Palazzo Carignano, aveva avuto luogo l’apertura del Parlamento subalpino.
Prima del V Governo De Gasperi, è stato in vigore nel nostro Paese un ordinamento provvisorio (dal 25 luglio 1943 al 23 maggio 1948), al cui interno si sono caratterizzati come momenti di fondamentale importanza i lavori dell’Assemblea Costituente per l’elaborazione della Costituzione del nuovo Stato italiano uscito dalla Seconda guerra mondiale e dalla disfatta del fascismo (dal 25 giugno 1945 al 31 gennaio 1948) e la proclamazione della Repubblica (2 giugno 1946), in seguito a referendum.
In regime di ordinamento provvisorio, si sono succeduti ben 9 Governi: in ordine cronologico, 2 Governi Badoglio, 2 Governi Bonomi, un Governo Parri, 4 Governi De Gasperi; il II Governo De Gasperi (13 luglio 1946 – 28 gennaio 1947) è stato il primo Governo della Repubblica.
Presidenti del Consiglio per più volte, dal 1946 a oggi, sono stati Alcide De Gasperi (8 volte), Giulio Andreotti (7), Amintore Fanfani (6), Aldo Moro (5), Mariano Rumor (5), tutti esponenti della Democrazia Cristiana; seguiti da Silvio Berlusconi (4), leader di Forza Italia e poi del Popolo delle libertà.
Il Paese delle crisi
Ogni legislatura, secondo il dettato costituzionale, dovrebbe durare quanto durano in carica le assemblee parlamentari, Camera dei deputati e Senato della Repubblica. In realtà, come sappiamo bene noi italiani, le crisi di Governo – che abbiano condotto allo scioglimento anticipato delle Camere e a nuove elezioni o abbiano comportato il rimpasto del Governo o addirittura la formazione di un nuovo Governo senza ricorso alle urne –, hanno portato molto spesso, in questi 60 anni e passa, alla fine prematura delle legislature (e all’avvicendarsi di numerosissimi Governi).
Il vento rivoluzionario francese
Legislatura, nel significato di ordine tecnico-burocratico di ‘attività legislativa, legislazione’ – che non è quello comunemente noto ai parlanti ed è piuttosto desueto, proprio perché va a collidere col diffusissimo legislazione – ha la sua prima attestazione nell’italiano scritto nei primi decenni del Seicento.
Il significato tecnico ma usuale di ‘periodo dei lavori parlamentari compreso tra le elezioni e lo scioglimento della Camera dei deputati’ rimonta invece al 1840 e risente certamente dell’esempio del vocabolo “rivoluzionario” francese législature, che venne forgiato negli anni roventi (1787-1791 http://www.treccani.it/rivoluzione-francese/) in cui l’ordinamento dello Stato, le istituzioni e il lessico giuridico relativo venivano sottoposti a cambiamenti straordinari, destinati a lasciare tracce, come ben vediamo, non soltanto in Francia e non per un lasso di tempo breve (http://www.historia.unimi.it/).
Legislatura sostantivo femminile [derivato di legislatore, secondo il modello del francese législature e dell’inglese legislature]. – La facoltà di emanare leggi, e anche la dignità, l’ufficio, l’opera del legislatore, e il periodo in cui egli resta in carica. Più comunemente, il periodo dei lavori parlamentari compreso tra le elezioni e lo scioglimento della Camera dei deputati, che nella Repubblica italiana ha la durata di cinque anni (prima legislatura, dal 1948 al 1953; seconda legislatura, dal 1953 al 1958; ecc.).
Silverio Novelli