Dici legge e pensi – memore magari delle alate parole di Immanuel Kant poste a conclusione della Critica della ragion pratica («Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me») – a una definizione di questo genere: «ogni principio con cui si e...
Che bello, eh? Resoconto di spesa o resoconto delle spese non farebbe lo stesso effetto dell’espressione inglese spending review, che da qualche anno s’affaccia dalle cronache economico-finanziarie e indora il favellar tecnico e tecnicistico di governanti più o meno tecnici – ma sempre politici, in quanto reggenti le sorti della politica economica del Paese. Col Governo Monti, spending review con...
Ma ce lo vedete il presidente del Consiglio Mario Monti nella prosopopea del condottiero che strappa al destino di catastrofe i quattro, cinque, dieci Stati che compongono l’Italia delle caste, classi (?), ceti, categorie, gruppi sociali ed economici, lobby, nicchie, tribù, conventicole, potentati e impotentati, ricchi & poveri, ereditieri e diseredati, evasori, evasi, evasivi, invasivi; ed invas...
Credit crunch, restrizione del credito o stretta creditizia? Quale espressione scegliere, posto che si tratti (come in effetti si tratta) di espressioni che rendono lo stesso significato? È un bel problema, uno dei tanti problemi di terminologia e traduzione posti dall’anfibio e galoppante linguaggio economico-finanziario dei tempi moderni. Che cosa scrivono i giornali nelle loro pagine dedicate ...
Il termine che quest’anno fa paura, quasi più di default (così generico e dunque nebuloso nei suoi significati concreti), a Governi, analisti e sventurate persone qualunque che cerchino di capire in quale direzione vada la barca dell’economia, è spread. Diciamo che se è piccolo, corto, contenuto, è meglio per tutti noi. Tecnico che più tecnico non si può, il vocabolo, in una delle varie accezion...
Quando si dice di default non si intende niente di negativo. La locuzione, piuttosto diffusa anche nel parlato colloquiale delle persone colte o che hanno una certa pratica col linguaggio dei computer, è attestata nell’italiano scritto per la prima volta nel 2006 e significa ‘in modo automatico, come di consuetudine’: le prime venti flessioni le faccio di default, poi devo concentrarmi seriamente,...
Governance, tutti insieme aziendalmente Nell’accezione di ‘insieme dei princìpi, dei modi, delle procedure per la gestione e il governo di società, enti, istituzioni, o fenomeni complessi, dalle rilevanti ricadute sociali’, il sostantivo aziendalistico-imprenditoriale governance, dritto dritto nell’italiano e nelle altre lingue europee del cosiddetto mondo economicamente più sviluppato, si impone,...
L’eterno tempo della crisi È sempre tempo di crisi. Se badiamo all’etimo. Crisi, greco antico: ‘scelta’. Quand’è che non si è costretti a scegliere? Se non scegli, diceva un saggio, qualcun altro sceglierà al posto tuo. Se non scegli, sarai scelto. Nell’alternativa, c’è il senso più profondo e dinamico della crisi. Quante volte si sente dire: «Bisogna saper cogliere questa crisi come occasione di…...
I “lavoratori” del saldo Qualche anno fa la scrittrice e umorista Lia Celi mise in rete, sul suo blog, un divertente scritto intitolato A qualcuno piace saldo, giocando sul titolo del film di Billy Wilder, A qualcuno piace caldo: quello con Jack Lemmon e Tony Curtis che si travestono da donne e, naturalmente, con la splendida Marylin Monroe (http://www.liaceli.com/2002/01/). Epifania con sconto...
Usura, da padre Dante ai cravattari Con un gioco di parole basato sull’omonimia, potremmo dire che non c’è usura dell’usura, intendendo con la prima usura ‘logorìo, principio di consunzione’ (dal francese usure, derivato di user, vale a dire usare nel senso di ‘consumare’)e con la seconda il fatto di esigere e di farsi dare «un interesse (o altro compenso) notevolmente superiore alla misura corre...
La cultura in rete secondo Treccani
Ma cosa vuoi che sia una canzone
La lingua della canzone, genere di consumo di ampia diffusione, può essere studiata come specchio della lingua italiana tout court soltanto in una certa misura, avverte Giuseppe Antonelli in questo saggio approfondito e documentato