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Greggio

Il grezzo che governa il mondo

Quanta storia c’è dietro il greggio che, misurato al barile (unità di origine medievale), governa per ora i destini del mondo… Anche la parola greggio (con la sua variante grezzo) ha secoli di storia alle spalle. Si comincia dai nostri avi latini, quando a essere pregiata era la “lana gregia”, cioè la lana del gregge tosata e non ancora pulita. Il petrolio, invece, era usato come medicamento, illuminante e arma incendiaria (ma la parola nasce dopo, nel medioevo, e ci viene dalla Francia).
 
«Aggettivo aggiunto che si dà ai metalli ed alle pietre preziose, per significare che e’ son tali quali nella miniera si sono ritrovati, e vale “non pulito”, “rozzo”». Così scriveva il Dizionario della lingua italiana (1861-1879) del grande lessicografo Niccolò Tommaseo, a proposito di greggio e di grezzo, vocaboli riuniti nella trattazione – e a ragione, per l’uso italiano del tempo ma anche per ragioni etimologiche – sotto lo stesso lemma. Allegava un po’ di utili esempi, il Tommaseo: legno, seta, lana greggia, lino, canapa. – Zolfo greggio e raffinato. – Materia greggia. Pelli greggie. Il riferimento alla lana riporta all’etimo della parola. Greggio (come grezzo, che ne costituisce la variante) deriva infatti dal latino *grĕgĭu(m), che significava ‘non lavorato, detto della lana’. E quel *grĕgĭu(m) ‘comune, ordinario’ (in opposizione a egrĕgiu(m) ‘che è fuori della norma, che spicca per la non comune qualità’) la lana la portava con sé, perché derivava a sua volta da grege(m) ‘gregge’; e certamente esistette sin dall’antichità romana la *(lana(m)) grĕgĭa(m), vale a dire – come scrive il DELI – «la ‘lana del gregge’, proveniente dalla tosatura senza alcuna operazione di pulitura». Il Tommaseo aggiungeva a quello principale anche il significato particolare di ‘non mondato’, riferito al riso greggio. In questi significati, l’italiano scritto conosce l’aggettivo greggio dal Seicento. Nel Tommaseo, impossibile trovare un accostamento di greggio a petrolio; a maggior ragione, non vi si trova alcun cenno a un uso sostantivato di greggio ‘petrolio greggio’.
 
Facile capire perché. Non è che, astrattamente, non fosse possibile accostare grezzo a petrolio già in pieno Ottocento. Ma, a quel tempo, l’uso del petrolio come materia prima e fonte di energia fondamentale per muovere il mondo era ancora agli inizi. Ancora non aveva tutto il senso che avrebbe assunto, col passare degli anni (basterà arrivare ai primi del Novecento) stare a discettare sulle opportunità di sfruttamento del petrolio greggio o raffinato: la scienza e la ricerca (e quindi anche la terminologia relativa) cominciarono a muoversi in modo solerte ed efficace a partire dalla nascita dell’industria petrolifera. Che è datata convenzionalmente 1859, anno in cui in uno degli storici Stati della Confederazione, la Pennsylvania, località Titusville, Sir Edwin Laurentine Drake, inventore e – si spacciava come tale – colonnello, allora quarantenne, dà il via alla prima trivellazione petrolifera in grado di fornire materiale redditizio. Tanto redditizio per chi lo estrae e lo vende, che si chiamerà anche, con enfasi metaforica, oro nero: espressione recente, nella nostra lingua, risale al 1942. Sempre sotto il profilo lessicale, per leggere da qualche parte petrolio greggio bisogna aspettare la metà degli anni Sessanta del Novecento (petrolio grezzo invece è della metà degli anni Cinquanta). Greggio sostantivato ‘petrolio greggio’ compare anche lui negli anni Sessanta.
 
Tornando all’Ottocento, è soltanto con la messa a punto del motore a combustione interna che si creerà la domanda in grado di sostenere largamente l’industria del petrolio e dei suoi derivati. Perciò la lingua italiana, a tre quarti del XIX secolo, per forza di cose non è ancora in grado di registrare una terminologia “raffinata”, che solo l’inglese d’America comincia a sperimentare in quegli anni. Va però detto che, nonostante ciò, stupisce la prontezza del Dizionario del Tommaseo nel cogliere la novità, nelle cose e nella lingua. Infatti, sotto il lemma petrolio proprio il Tommaseo firma (marchiando con l’inconfondibile [T]) una breve aggiunta molto moderna al significato storico di una parola che pure era documentata in italiano fin dalla metà del Trecento: «Petrolio Titusville in Pensilvania, città del petrolio, detta perciò per antonomasia Oil city».
 
Per quanto riguarda petrolio, è bello sapere che la prima attestazione nell’italiano scritto della parola (1375) è in uno dei padri della lingua e della letteratura italiana, Giovanni Boccaccio, nella locuzione olio petroio. Come si sa, il prezioso liquido bituminoso è noto sin dall’antichità. Veniva usato come medicamento, combustibile e olio da ingrassaggio. I cinesi e i persiani lo adoperarono come sostanza illuminante; i greci lo impiegarono a scopi bellici: basta ricordarsi l’uso del «fuoco perenne» lanciato contro le navi greche nell’Iliade. I bizantini nominavano «fuoco greco» una miscela incendiaria composta di resine, salnitro, zolfo, olio e petrolio, che aveva la proprietà di non spegnersi a contatto con l’acqua (ne imbevevano le frecce scagliate contro i nemici). Ci vollero secoli, però, perché la distillazione del petrolio fosse realizzata (XVII secolo); perché acquisisse importanza, bisogna per l’appunto aspettare l’Ottocento, quando (come si scrive nel DGLI) «in Europa si cominciarono a sfruttare i pozzi della Romania, della Galizia e dell’Alsazia». A proposito, la locuzione pozzo di petrolio è registrata per la prima volta dal nostro attento Tommaseo, nel suo Dizionario (1871). Pozzo petrolifero, invece, è documentato altrove, a partire dal 1919. La parola petrolio è un prestito dal francese pétrole (XIII secolo), a sua volta ricavato dal latino medievale petroleu(m), composto di pĕtra ‘pietra’ e olĕum ‘olio’. Insomma, trattavasi di ‘olio di pietra’. E in effetti nell’italiano antico è spesso adoperata la locuzione olio di sasso ‘petrolio’.
 
Il lemma
 
gréggio aggettivo [probabilmente da *grĕgius, in origine riferito alla lana: lana *grĕgia «lana come è tosata dal gregge, ancora sudicia»] (plurale femminile grégge). – Non lavorato, non raffinato, non purificato: lana, seta, tela g.; petrolio g., il petrolio com’è estratto dai pozzi, non ancora sottoposto a raffinazione (anche come s. m., il greggio); cuoio g.; zolfo g.; zucchero, riso g.; lavoro g., eseguito rozzamente o non condotto a perfezione.
 
Esempi d’uso
 
Classificazione del greggio: greggio pesante (meno di 22 gradi API); greggio medio (compreso tra 22 e 34 gradi API); greggio leggero (maggiore di 34 gradi API). In relazione a quanto detto un greggio più leggero è considerato anche il più pregiato.
www.marcido.com/energymedia
 
Con nota del 14 febbraio 1959, il governo francese ha comunicato alla Commissione che il petrolio greggio e i prodotti derivati dal petrolio sono oggetto in Francia di un regime d’importazione che rientra nell’articolo 37 del trattato CEE.
Raccomandazione della Commissione del 22 dicembre 1969 prevista all'articolo 37, paragrafo 6, del trattato CEE alla Repubblica francese (70/128/CEE)
 
L’Agip, la società caposettore del gruppo Eni per la ricerca e l’estrazione del petrolio, ha effettuato una importante scoperta di greggio nella zona a cavallo tra Lombardia e Piemonte.
«La Repubblica», 31 maggio 1987
 
È vero che la decisione dell’Opec (l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) di aprire i rubinetti del greggio ha efficacemente tamponato una situazione critica, e la prova è che la reazione dei mercati è stata immediata e il prezzo del petrolio, vicino ai massimi degli ultimi vent’anni, ha ripreso a scendere.
«Corriere della Sera», 5 giugno 2004
 
Una falla si è aperta in una tubatura di un oleodotto della “Eni Med” utilizzato per il trasferimento di petrolio grezzo da Ragusa ad un deposito di contrada Mostringiano, a Siracusa. Il greggio fuoriesce da ieri sera in una zona in campagna fra Palazzolo Acreide e Rosolini vicino a Noto.
www.radiortm.it, 18 gennaio 2010
 
Silverio Novelli

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