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Il nuovo mondo comincia con la e-

Il mondo in cui le relazioni sociali e gli affari politici ed economici hanno nella rete e negli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione un punto di snodo e di coagulo sempre più decisivo è certamente un “mondo nuovo”, rispetto a quello di appena un paio di decenni fa. È il mondo illustrato dall’aspirante prefisso e-, dove la e è, in origine, l’iniziale dell’aggettivo inglese electronic ‘elettronico’. 

Twiplomacy, la diplomazia in 140 caratteri
 
Negli ultimi vent’anni, appunto, si può misurare anche attraverso il lemmario dei dizionari della lingua italiana generali, dei neologismari e delle banche dati lessicali il crescere di questa nuova dimensione della civiltà consociata umana. Nel Vocabolario Treccani.it, aperto, ma con juicio, all’afflusso delle parole nuove, troviamo oggi (tra parentesi la data della prima attestazione del vocabolo nell’italiano scritto) e-mail (1991), e-commerce (1992), e-book (1999), e-business (1999), e-learning (2000); nell’Enciclopedia Treccani.it v’è anche e-government (2000).Qualche giorno fa uno dei nostri dotti e anglofili ministri tecnici, Giulio Terzi di Sant’Agata, diplomatico e ambasciatore, attualmente ministro degli Affari Esteri, ha lanciato nell’etere dei neologismi in e- anche e-diplomacy, nel corso del forum Twiplomacy: la diplomazia al tempo di Twitter, tenutosi a Torino il 14 giugno e organizzato dal servizio stampa del ministero (il cui sito è stato oggetto di un ammodernamento grafico e concettuale, secondo criteri di più trasparente usabilità da parte degli utenti), in collaborazione con la Città di Torino e il quotidiano «La Stampa».
 
Italia batte Anglostatunitensi 1 a 0
 
Terzi e le sue teste d’uovo hanno anche coniato la parola macedonia twiplomacy, che si compone dei “mozziconi” del termine Twitter (designante il social network dei famosi messaggi che non devono superare i 140 caratteri) e della parola diplomacy ‘diplomazia’: complimenti, Italia batte Anglo-statunitensi 1 a 0, abbiamo finalmente un neologismo che nasce prima in Italia che negli Stati Uniti. Peccato non aver pensato anche a un tuiplomazia,adattamento all’italiana (o, ricalcando con più forza, cinguettoplomazia). Nel suo intervento al forum, caratterizzato da un disinvolto code switching dall’italiano all’inglese («Mi dicono che la platea sia in buona parte anglofona», esordisce il ministro), con ritorno finale alla lingua madre, Terzi equipara twiplomacy al termine e-diplomacy. In verità, twiplomacy è un iponimo di e-diplomacy, cioè una sottocategoria lessicale e concettuale del secondo, visto che per twiplomacy lo stesso ministro, entusiasta del giocattolo che maneggia, intende non altro che la possibilità mirata di dispensare ai suoi follower su Twitter pillole di notizie in tempo reale sulla sua attività ministeriale e – come succede anche alle rockstar coi loro fan virtuali – giudizi e impressioni immediati in grado di suscitare un impatto emotivo, di modo che si inneschino le risposte (retweet) dei seguaci, indici prima di tutto di popolarità.
Il ministro Terzi, col suo ministero, è attestato a circa 23.000 follower. Consultando il sito AFP ediplomacy, si scopreche dovrà quindi lavorare molto per scalare la classifica basata su tale criterio di popolarità («di influenza diplomatica su Twitter», scrivono quelli di AFP): lasciando perdere Barack Obama (17 milioni di follower, 1° in classifica nel mondo), il primo italiano classificato, al 54° posto, è Beppe Grillo, con circa 607.000 seguaci.
 
L’e-diplomacy made in USA
 
Insomma, in che cosa consiste, viceversa, la più vasta categoria dell’e-diplomacy, termine che negli Stati Uniti è già attestato almeno dal 2003, quando venne creato un ufficio dedicato nell’ambito del Dipartimento di Stato? E-diplomacy descrive i nuovi metodi e modalità per gestire la diplomazia e le relazioni internazionali tramite l’ausilio di internet e delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT è l’acronimo inglese, transitato anche in italiano). Il termine si riferisce anche allo studio dell’impatto prodotto da questi strumenti sulle procedure diplomatiche contemporanee. L’e-diplomacy può essere considerata come un sottoinsieme della e-governance. A tutt’oggi, anche in lingua inglese, v’è un campionario di termini sinonimi a disposizione, sostanzialmente intercambiabili: cyber-diplomacy, net-diplomacy, digital-diplomacy. Il tempo dirà se uno solo di questi, e quale, si affermerà a scapito dei concorrenti, una volta passato il primo periodo caratterizzato da incertezza e varietà terminologica.
 
Dal naso al mondo in e-
 
Intanto, i dizionari di maggior mole, come il Grande dizionario italiano dell’uso diretto da Tullio De Mauro per la Utet, o i più attenti neologismari vanno incrementando la dote dei composti con l’aspirante prefisso e-, che talvolta si limita ad avere il significato di ‘elettronico’ (vedi il caso, per esempio, di e-nose ‘naso elettronico, congegno elettronico in grado di riconoscere gli odori’ [2000] o di e-paper ‘supporto elettronico molto maneggevole’ [2000]), mentre, molto più spesso, attribuisce al nome cui si congiunge il senso di ‘legato alle comunicazioni e relazioni instaurate attraverso la rete telematica’: ebayer (‘chi utilizza il sito di acquisti in rete eBay’, 2006), e-consumer e il calco e-consumatore (entrambi dal 2000), e-content ‘contenuto digitale’ (2000), e-democracy (2000) ed e-democrazia (2001), e-job ‘telelavoro’ ed e-lavoro (entrambi dal 2000), e-payment ‘pagamento effettuato tramite la rete’ (2003), e-procurement ‘gestione telematica dell’approvvigionamento di materiali per attività aziendali o amministrative’ (2000), e-shopping (1999), e-ticket ‘biglietto elettronico, acquistato in rete’(2000), e-trade (1999)e il sinonimo e-trading (2000) ‘compravendita di titoli azionari attraverso la rete’ (tutti i lemmi, definizioni e datazioni sono ricavati dall’opera Il Vocabolario Treccani. Neologismi, parole nuove dai giornali, direttori scientifici Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2008). Un’altra quarantina di… e-composti si possono trovare anche nella sezione dedicata dal Portale della Treccani agli aspiranti neologismi e agli occasionalismi raccolti quotidianamente setacciando le pagine della stampa italiana. A ulteriore testimonianza che ormai viviamo, per dirla con un neologismo registrato dalla Treccani, in un e-mondo.
 
Silverio Novelli
 
 

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La cultura in rete secondo Treccani

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Dimmi come ti chiami e ti dirò perché. Storie di nomi e di cognomi

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Il libro di Caffarelli è un caleidoscopico saggio d'assaggio di tutti gli umori sprigionati dalla mirabolante concentrazione di lingua, umanità e storia che si realizza in quei segni particolari che sono i nomi e i cognomi d'Italia

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