La leggenda di cui si parla, a un mese e otto giorni dai suoi ventitré anni, ha segnato un gol al Manchester United – a Manchester – dopo 20 secondi e 12 centesimi (di secondo). Il tempo di recitare – con la doverosa lentezza – i primi sette versi del Purgatorio. Più o meno fino a “Ma qui la morta poesì resurga”. La leggenda di cui si parla, a un paio di mesi dai suoi ventunanni, più o men...
C’è una figura fondamentale, in questa intristitae provata Repubblica in cui viviamo; un mito da spendere quotidianamente nelle battaglie civili: nel testardo, ottimistico desiderio di progresso che comunque s’insinua, e si protegge da sé, in qualche scintilla di fiducia – sfolgorìi piccoli piccoli, costantemente tentati dalle folate fastidiose della realtà circostante ― un esempio testimon...
Lo scherzo crudele di Aleksandr Jakovlevič, al telefono. Il primo di aprile del 192… All’inizio del Dono di Nabokov. Che s’affaccia da sùbito nel romanzo a modo suo, già nell’incipit; anche senza il tràmite del figlio Dmitri e con la voce italiana della Vitale: “(un critico straniero ha fatto rilevare che molti romanzi, per esempio tutti quelli tedeschi, iniziano con una data, ma solo gli au...
L’intervento dei due bravi su mandato di Don Rodrigo, all’inizio del romanzo: quando in sostanza promettono morte a Don Abbondio, perché – per l’arroganza vigliacca e machista di un uomo da nulla, per il terrore colpevole di un prete – un matrimonio “non s’ha da fare”. Gli obblighi forzati di Michael Douglas-Nathan Conrad in Don’t Say a Word; le fotografie che girano in redazione in Amsterdam...
Bisognerebbe capire perché. Sì. Perché un governo che si trova quotianamente a dover risolvere (il dovere – che alle volte non s’associa al volere in sé ma che per sua stessa natura, appunto, deve) – a doverrisolvere, si diceva, un numero potenzialmente infinito di problemi, si concentra su un numero solo? Perché, questo stesso governo – si procede per via teorica, è scontato – di fronte a un...
Accanto a White Christmas di Bing Crosby e all’incanto della neve nei boschi (un classico privato), l’inesorabile stupidità del razzismo acromatico di chi vede davvero il colore bianco negli esseri umani e lo preferisce senza condizioni a qualsiasi altro colore. Insieme con la sospettata Mrs. White del Cluedo, il colpevolissimo Mr. White-Harvey Keitel delle Iene di Tarantino. Come a dir...
Giusto per partire con un “abbozzo di preludio in quiz”. Che cosa unisce, davvero, Gioacchino Rossini e Balthus, a parte l’inquietante semi-omografia della cittadina svizzera – Rossinière – dove il pittore parigino ha deciso di trascorrere gli ultimi venticinque anni della sua vita (più o meno)? (Con una naturale precisazione): (Non che Balthus abbia deciso il numero esatto di anni da passare...
Mentre un intero Paese – il Nostro – è intirizzito dalla neve e dal freddo, rintontito dal vento siberiano, meravigliato dalla particolarità delle nevicate a Roma del ’56 (e qui un Califano d’antan che arrochisce “Rroma era tutta ccandidaa…”) e del 1985 (ma sempre evitando di ricordare che a pochi chilometri dalla Capitale, ai Castelli: l’arco incatenato che va più o meno da Montecompatri a Ro...
È vero. Molto probabilmente ci siamo mossi con largo anticipo, rispetto alla percezione comune. Ma non è poi questo che si dovrebbe fare, scrivendo? Quando si ha la responsabilità (e il privilegio: faticoso, rigorosamente conquistato, ma privilegio) di ragionare sulle parole, sui motivi che le legano tra loro. Tutte le volte che esplode nella testa un verso conosciuto, un brandello illuminante ...
Quando in Highlander Connor MacLeod esce dall’acqua, bagnato fradicio, mentre Ramírez gli spiega che non può morire e lui gli dice che lo odia – lui Connor MacLeod, glielo dice – e Ramírez gli dice che è un ottimo inizio, più o meno (Ramírez, glielo dice). Quando Adriano Pappalardo si sforza, tendine su tendine, di ribadire l’importanza del ricominciare. E lo grida. E lo rigrida. Ad libitum. Le ...
La cultura in rete secondo Treccani
Ma cosa vuoi che sia una canzone
La lingua della canzone, genere di consumo di ampia diffusione, può essere studiata come specchio della lingua italiana tout court soltanto in una certa misura, avverte Giuseppe Antonelli in questo saggio approfondito e documentato