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La legge 188

L’intervento dei due bravi su mandato di Don Rodrigo, all’inizio del romanzo: quando in sostanza promettono morte a Don Abbondio, perché – per l’arroganza vigliacca e machista di un uomo da nulla, per il terrore colpevole di un prete – un matrimonio “non s’ha da fare”. Gli obblighi forzati di Michael Douglas-Nathan Conrad in Don’t Say a Word; le fotografie che girano in redazione in Amsterdam di Ian McEwan. Le parole lasciate cadere apposta da Totò nell’orecchio di Gino Cervi nel Coraggio (1955) di Domenico Paolella. Le allusioni fintamente distratte di un direttore del personale: poco prima della scadenza di un contratto a tempo determinato. La devastante forza persuasiva, ancora, purtroppo, di un misfatto paremiologico come quello, disgiuntivo e incredibilmente accettato, ancora, dell’«o mangi la minestra; o―»: con quel che segue.
Tutte descrizioni (e declinazioni diffuse) di un unico iperonimo sostanziale, in realtà, èsito italiano del latino parlato *recaptāre.
E infatti di ricatto parliamo, e dell’abominio feudale delle cosiddette “dimissioni in bianco”. La firma in calce a una lettera di dimissioni non datata cui vengono tuttora sottoposte molte, moltissime lavoratrici da molte, moltissime aziende italiane. Per aggirare, così, il diritto alla maternità di qualsiasi donna, in sostanza. (O il diritto alla salute di una qualsiasi lavoratrice; o di un qualsiasi lavoratore: per intenderci bene).
Perché, in una società come quella italiana – appunto – in cui molti, moltissimi baciapile atei (o ipocriti devoti, come definizione tecnica)si riempiono la bocca di famiglia edi figli, il primo gesto pratico dell’ex-ministro Sacconi è stato quello di abrogare “la legge 188” – appunto – con la quale s’impediva la pratica delle “dimissioni in bianco”: attraverso moduli con “un codice alfanumerico progressivo di identificazione” e, tra le altre cose, validi solo “quindici giorni dalla data di emissione”.
Per questo. Negli ultimi mesi. 14 donne hanno scritto un appello, firmato da 188 donne “per la legge 188” – appunto – in cui si richiede il ripristino immediato della “legge 188” così com’è stata concepita e applicata prima della sua abrogazione.
Ed è quindi alle loro parole, al testo integrale dell’appello rivolto alla Ministra del Lavoro e delle Pari Opportunità Elsa Fornero, che affidiamo direttamente la composizione e la cura dei glossogrammi che seguono.
 
1.
 
188 FIRME PER LA LEGGE 188 CONTRO LE DIMISSIONI IN BIANCO.
Siamo 188 donne autorevoli e determinate a difendere la dignità e l’autonomia femminile. […]
 
A. «Il verbo difendere è attestato con il valore di ‘salvaguardare i diritti’, ‘tutelare i diritti’ già a far tempo dal XIV secolo…»
B. «L’aggettivo difensivo, per tràmite del francese effonsive ‘accidioso’, ma anche ‘ignavo’, ecc., ha assunto sin dal Quattrocento anche il significato di ‘vile, perdente’, ecc. …»
C. «Il verbo difendere viene dal latino defēndere, composto di - e di foendĕre, lett. ‘tradire un patto’: quindi ‘evitare che si tradisse un patto’, ecc. …»
 
2.
 
[…] Stiamo infatti chiedendo alla Ministra del Lavoro e delle Pari Opportunità Elsa Fornero di ripristinare la legge 188 del 2007 che impediva la pratica delle finte dimissioni volontarie, le dimissioni “in bianco”, […]
 
A. «Come sa bene chi ha letto i Promessi Sposi, un valore tecnico di impedimento è, nel diritto, anche la ‘condizione che rende nullo un matrimonio’, ecc. …»
B. «Il verbo latino impedīre, letteralmente ‘mettere i ceppi ai piedi’ è alla base dell’italiano impedire ‘frapporre ostacoli’, ecc. attestato già nel Seicento…»
C. «Il verbo impedire viene dall’inglese economico settecentesco to empedie, ‘mettere freno’, ‘calmare’…»
 
3.
 
[…] fatte firmare al momento dell'assunzione per essere utilizzate quando quel lavoratore avrà una lunga malattia, quella lavoratrice si sposerà o all'inizio di una gravidanza. […]
 
A. «C’è un legame tra l’aggettivo grăvidu(m) e l’aggettivo grăvis nel senso di ‘in modo gratuito’…»
B. «In àmbito italiano, il latino gravidāre è alla base del sostantivo gravidanza…»
C. «Il termine gravidanza viene dal latino grăvia dāntia ‘la malattia della pancia enorme’ (‘che dà pancia enorme’) nel Breviarium della Scuola salernitana…»
 
4.
 
[…] È una pratica che colpisce soprattutto le giovani donne e che si può considerare, in termini generali, un abuso contro lo Stato di diritto. […]
 
A. «C’è, se non mi sbaglio, un’attestazione pericolosa – perché strumentalizzabile – di abuso nel senso di ‘abbandono’… Nel Parini, mi pare… O nel Beccaria…»
B. «Con abuso s’intende, già dal Cinquecento almeno, ‘un uso smodato e illecito di qualcosa’, ecc. In linea con ‘l’eccesso di consumazione’ del latino di riferimento…»
C. «L’abusŭm era la ‘concessione d’uso’ d’un territorio ai governatori da parte dell’imperatore…»
 
5.
 
[…] Ci teniamo a ricordare tre cose: […]
 
A. «Sin dalla sua origine latina, ricordare ha a che fare, più o meno, con il ‘ritornare con il cuore’… meglio, ‘con la mente’… a un determinato momento… Più o meno…»
B. «La parola ricordo (o raccordo), letteralmente – sin dal Duecento – ‘oggetto comprato nella Capitale’, ‘oggetto acquistato a Roma’, nel Seicento si confonde con il senso dello spagnolo racuérdo, ‘laccio di cuoio’…»
C. «Il verbo ricordare è una voce dotta dal latino recordāri, intensivo deponente di recŭrrere…»
 
6.
 
[…] 1) la legge non rappresenta un onere economico per la collettività […]
 
A. «Il sostantivo onere viene da ŏnus, letteralmente ‘l’onore e il privilegio che si ricavano da un incarico pubblico’…»
B. «Il sostantivo onere viene da ŏnus, sostanzialmente ‘peso’, ma anche, in séguito ‘responsabilità gravosa’, ecc. più o meno…»
C. «Il sostantivo onere viene da hŏnos, letteralmente ‘l’onore e il privilegio che si ricavano da un incarico pubblico’…»
 
7.
 
[…] e può essere applicata, utilizzando le tecnologie informatiche, con procedure semplicissime; […]
 
A. «La ratifica per così dire giuridica del significato tecnico di procedura è d’attestazione settecentesca; ma nel senso di ‘modo di procedere’ ci sono tracce già secentesche…»
B. «La prŏcedura in latino era la ‘tempesta perfetta’, la procella ardua di Leopardi… Poi il ‘viluppo burocratico’, ecc., ecc. …»
C. «I termini quattrocenteschi procedura e procedurale vengono dal francese procédure…»
 
8.
 
[…] 2) la legge fu approvata da un arco ampio di forze politiche ma subito abrogata dal governo Berlusconi nel maggio 2008; […]
 
A. «Il verbo approvare è una variazione tecnico-giuridica di appretiāre, poi *apprettāre e *apprettivare nel latino volgare…»
B. «Nel linguaggio giuridico, già dal Cinquecento approvare vale ‘ratificare una decisione’ o ‘una legge’…»
C. «Il sostantivo femminile approvazione con il valore di ‘consenso’ risale, se non mi sbaglio, più o meno all’inizio del Trecento…»
 
9.
 
[…] 3) proseguire nell'assenza di una norma può spingere […]
 
A. «È curioso constatare come assenza con il valore di ‘mancanza’ o ‘privazione’ sia sostanzialmente primosettecentesco…»
B. «L’assenza era, anticamente, l’assĕntia, ‘il sapore dell’assenzio’ (apparentemente incolore, inodore, ecc.)…»
C. «È curiso constatare come l’assenteismo brandito da certi … proprietari si fondi proprio su una pratica padronale: visto che assenteismo è l’inglese absenteeism ‘l’abitudine dei proprietari terrieri di vivere lontani dalle loro proprietà’…»
 
10.
 
[…] i datori di lavoro più spregiudicati a perseverare nell'ingiustizia. […]
 
A. «Il verbo latino perseverāre è composto da pĕr e sevērus nel senso di ‘rigoroso’…»
B. «Il verbo perseverare viene dall’espressione latino-romanza “per sē servāre”, che era un attribuzione sintagmatica del demonio, che ‘conserva tutto per sé’…»
C. «La perseveranza ‘fermezza di propositi, ecc.’ appare per la prima volta nel Metastasio dei Libretti: “Quel che danza / nella stanza /or si noma con baldanza / et voilà: perseveranza”…»
 

 

Glossogrammi
Pesate le vostre competenze linguistiche
di Giordano Meacci
 
I Glossogrammi, affrontati dieci alla volta due volte al mese, liberano dai rischi di un eccessivo dimagrimento linguistico; evitano - se assunti con il giusto tono – che la familiarità con l’uso della lingua italiana deperisca giorno dopo giorno. Servono, in sostanza, a tenere sotto controllo per iscritto il peso della vostra attenzione grammaticale.
Una serie di test, quiz, domande, trabocchetti e giochi di parole nascosti per mettere alla prova le proprie convinzioni (e convenzioni) grammaticali. E per rendersi conto, se è il caso, di come spesso quello che credevamo vero è invece falso; oppure è vero, , ma – come insegna il maestro Obi Uan Kenobi al giovane Luke Skywalker – «solo da un certo punto di vista». Ecco. Se vi state chiedendo cosa possa legare le forze segrete dell’universo al plurale esatto della parola ciliegia: bene. Questa rubrica è per voi. 
 

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